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Archivio per Dicembre 2008

Libri inutili: L’aquila e il pollo fritto

Pubblicato da Alessio Margutta su 31 Dicembre 2008

Vittorio Zucconi, L'aquila e il pollo fritto, Mondadori, 2008

Vittorio Zucconi, L'aquila e il pollo fritto. Perchè amiamo e odiamo l'America, Mondadori, 2008

 

Sempre per la serie alberi impunemente sacrificati all’editoria, breve recensione di un altro libro tra quelli finiti in casa con il Natale. Dal risvolto di copertina dell’aquila e il pollo fritto. Perchè amiamo e odiamo l’America:

“[...] Vittorio Zucconi, il più americano dei giornalisti italiani, ci accompagna in un viaggio spassoso e tagliente fra i riti e i tic, le grandezze e le miserie del Paese nel quale tutto è accaduto, accade e accadrà: dal colosso Google al poker in televisione, dalle devastazioni dell’uragano Katrina alla megalomania dei grattacieli, dalle storie pubbliche e private dei suoi personaggi celebri fino a Sarah Palin e alla figura dell’ uomo nuovo di oggi, la creatura dei media Barack Obama.”

Proprio così. Sembra una bella raccolta di articoli; quelli di colore e di costume che si leggono su Panorama, l’Espresso o sui magazine del Corriere o della Repubblica. Senza però avere l’intenzione di esserlo. Stesso stile. Sembra che li abbiano clonati i giornalisti di questi pezzi: scrivono tutti allo stesso modo. E tutti con la stessa idiosincrasia per i numeri; ce ne fosse uno che non fa casino tra milioni e miliardi di euro o dollari; e con la stessa assoluta mancanza di senso per dimensioni e ordini di grandezza; anche Zucconi non si sottrae: così ad esempio a pagina 156 lo shuttle Columbia pesa 200.000 tonnellate (sic!). Svista? no, no, pesa  ”il doppio di una superpetroliera” (supersic!!). E naturalmente ci si documenta un po’ prima di scrivere e si sa ovviamente di cosa si parla: “poi l’annuncio ferale. Per continuare ad esistere la nostra Chiesa aveva abiurato. La nuova generazione 2006 dei portatili Mac era stata costretta ad adottare come proprio cervello i processori del nemico, gli Intel, la fornitrice principale dell’odiata Microsoft. [...] Windows, il nemico, era entrato anche nel nostro convento.” (pag 261)  

Mi piacerebbe scrivere che a parte il contenuto che non aggiunge nulla a quanto io sapessi degli Stati Uniti - il che significa che nel libro c’è ben poco, visto che io gli Stati Uniti non li conosco – mi piacerebbe scrivere – dicevo - che il libro almeno è ben scritto.

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Single core, dual core o quad core… Vale la pena?

Pubblicato da Alessio Margutta su 30 Dicembre 2008

Venuto in mente per caso, come al solito. Da poco sono felice possessore – per caso – di un Phenom X4. Un mio amico da poco ha cambiato PC e si è preso un Intel Core 2 Quad Q8200. Chiacchierando sull’utilità dei processori multicore mi chiede:

skype-quad-core-o-single-core

Così mi indica il taskmanager e così ho sempre letto dappertutto, che ’sti dual o quad-core servono a poco se l’applicazione non è scritta ben beneficiarne. Però mi è venuta la curiosità di quantificare un po’ meglio le prestazioni e ho fatto un paio di test.

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Libri inutili: Indignati speciali contro la casta

Pubblicato da Alessio Margutta su 29 Dicembre 2008

Paolo Crecchi, Giorgio Rinaldi, Indignati Speciali Contro la Casta, Aliberti, 2008

Paolo Crecchi, Giorgio Rinaldi, Indignati Speciali Contro la Casta, Aliberti, 2008

Continuiamo nella lettura dei libri che son piovuti in casa con i regali di Natale. Questo Indignati speciali contro la casta in realtà è stato regalato a mio fratello che nutre un’insana passione per Marco Travaglio; per quanto sembra che ultimamente sia in convalescenza e si avvii ad un’insperata guarigione. Mio fratello, chiaro. Perché la situazione clinica di Travaglio è grave  e il decorso non lascia purtroppo presagire nulla di buono: purtroppo si tratta – nel caso di Travaglio – di un caso clinico disperato.

Di Travaglio si parla in questo libro, insieme a tanti altri – a partire dal Savonarola – che hanno fatto dello sdegno e del ditino alzato in segno ammonitore più che una professione una vera e propria ragione di vita. Tra gli altri Beppe Grillo, Michele Santoro, Gian Antonio Stella & Sergio RizzoHenry John Woodcock, Renato Brunetta, Luigi De Magistris, Antonio Di Pietro, Clementina Forleo. E tanti altri ancora. Senza dimenticare il Gabibbo.

Si tratta di brevi ritratti, anche ben scritti, che però lasciano il tempo che trovano; libro molto attuale – si parla per fare un esempio anche della manifestazione del PD del 25 ottobre – ha nell’attualità il suo più grosso limite: nel senso che tempo un anno nessuno si ricorderà più – amesso che ne abbia ancora l’interesse – delle vicende a cui qui si fa riferimento.

Che l’aria un po’ stia cambiando – fosse anche solo per assuefazione – è un bene. Guardate ad esempio le risposte dei lettori ad un post di Sergio Rizzo sul Corriere online, che tanto per cambiare si sdegnava per i 400 milioni di euro stanziati per il prossimo vertice del G8 alla Maddalena.  E come il povero Rizzo, vista la mala parata, si arrampichi sugli specchi per giustificare quanto aveva scritto.

Tutto ciò detto, il libro resta un esercizio inutile e carta sottratta al macero. Se non fosse ben scritto e se non fosse scritto in un tono generalmente leggero, si potrebbe rimproverare ai due autori – Paolo Crecchi e Giorgio Rinaldi, giornalisti del Secolo XIX - di aver dimenticato di aggiungere alla lunga lista degli indignati ad oltranza due capitoli: quelli riguardanti loro stessi. Indignati che ci siano così tanti indignati. 

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La caduta di Roma e la fine della civiltà

Pubblicato da Alessio Margutta su 28 Dicembre 2008

Io me lo ricordo ancora adesso. D’accordo, non mi ricordo se ero in quarta o quinta elementare. Ma mi ricordo come se fosse oggi quando a scuola ho appreso che l’impero romano era caduto. Sì che in fondo non vivevo mica sulla luna. Eppure un’enorme tristezza. E quella stessa sera davano alla televisione un polpettone in costume, Masada, dove i romani non fanno proprio una bella figura. E così a tristezza si era aggiunta tristezza.

E mi succede ancora oggi: ogni volta che mi capita di leggere qualcosa sull’antica Roma mi prende una certa malinconia che non so dire. Ma perché? Perché non c’è più? Perché è caduto l’impero romano? Oggi in questa malinconia mi ci sono tuffato volontariamente, perché già il titolo non dà adito a equivoci: la caduta di Roma e la fine della civiltà.

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Il ritorno di Berlusconi

Pubblicato da Alessio Margutta su 27 Dicembre 2008

 Non so bene perché ma ho ho ricevuto questo libro come regalo di Natale.

ITANES, Il ritorno di Berlusconi. Vincitori e vinti nelle elezioni del 2008, il Mulino, 2008

ITANES, Il ritorno di Berlusconi. Vincitori e vinti nelle elezioni del 2008, il Mulino, 2008

 

Dalla quarta di copertina:

“Bastano tre dati a dirci che le ultime elezioni politiche rappresentano una svolta rispetto alle precedenti. Primo: nel 2006 sono entrati alla Camera gli eletti di 15 liste, nel 2008 quelli di 9 liste. Secondo: nel 2006 sedevano in Parlamento 72 deputati di Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi; oggi non ce n’è nessuno, come non c’è nessun eletto in partiti che si richiamino alla tradizione socialista. Terzo: nel 2006 le due aree politiche che si sono date battaglia con alterne vicende dal 1996 in poi erano alla pari quanto a voti validi, nel 2008 c’è stato un divario di oltre 4 milioni di voti. Dopo un simile sconvolgimento, grande è la confusione sotto il cielo, soprattutto – naturalmente – sotto quello degli sconfitti. Per capire meglio ciò che è avvenuto questo volume affronta, sulla base di una vasta indagine campionaria condotta subito dopo il voto, una serie di quesiti decisivi: che ruolo hanno avuto delusione e astensionismo? Quali sono stati i flussi dello spostamento a destra? Chi è stato premiato dall’appello al “voto utile”? In che modo ha pesato la questione cattolica? E il problema dell’insicurezza? Quanto hanno contato Silvio e Walter? Si è trattato solo di un referendum sul governo Prodi?”

 

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