boh… idee varie

/mnt/brain

Libri inutili: Indignati speciali contro la casta

Pubblicato da Alessio Margutta su 29 Dicembre 2008

Paolo Crecchi, Giorgio Rinaldi, Indignati Speciali Contro la Casta, Aliberti, 2008

Paolo Crecchi, Giorgio Rinaldi, Indignati Speciali Contro la Casta, Aliberti, 2008

Continuiamo nella lettura dei libri che son piovuti in casa con i regali di Natale. Questo Indignati speciali contro la casta in realtà è stato regalato a mio fratello che nutre un’insana passione per Marco Travaglio; per quanto sembra che ultimamente sia in convalescenza e si avvii ad un’insperata guarigione. Mio fratello, chiaro. Perché la situazione clinica di Travaglio è grave  e il decorso non lascia purtroppo presagire nulla di buono: purtroppo si tratta – nel caso di Travaglio – di un caso clinico disperato.

Di Travaglio si parla in questo libro, insieme a tanti altri – a partire dal Savonarola – che hanno fatto dello sdegno e del ditino alzato in segno ammonitore più che una professione una vera e propria ragione di vita. Tra gli altri Beppe Grillo, Michele Santoro, Gian Antonio Stella & Sergio RizzoHenry John Woodcock, Renato Brunetta, Luigi De Magistris, Antonio Di Pietro, Clementina Forleo. E tanti altri ancora. Senza dimenticare il Gabibbo.

Si tratta di brevi ritratti, anche ben scritti, che però lasciano il tempo che trovano; libro molto attuale – si parla per fare un esempio anche della manifestazione del PD del 25 ottobre – ha nell’attualità il suo più grosso limite: nel senso che tempo un anno nessuno si ricorderà più – amesso che ne abbia ancora l’interesse – delle vicende a cui qui si fa riferimento.

Che l’aria un po’ stia cambiando – fosse anche solo per assuefazione – è un bene. Guardate ad esempio le risposte dei lettori ad un post di Sergio Rizzo sul Corriere online, che tanto per cambiare si sdegnava per i 400 milioni di euro stanziati per il prossimo vertice del G8 alla Maddalena.  E come il povero Rizzo, vista la mala parata, si arrampichi sugli specchi per giustificare quanto aveva scritto.

Tutto ciò detto, il libro resta un esercizio inutile e carta sottratta al macero. Se non fosse ben scritto e se non fosse scritto in un tono generalmente leggero, si potrebbe rimproverare ai due autori – Paolo Crecchi e Giorgio Rinaldi, giornalisti del Secolo XIX - di aver dimenticato di aggiungere alla lunga lista degli indignati ad oltranza due capitoli: quelli riguardanti loro stessi. Indignati che ci siano così tanti indignati. 

4 Risposte a “Libri inutili: Indignati speciali contro la casta”

  1. Io detto

    Di a tuo fratello che è un grande

  2. Alessio Margutta detto

    Riferirò, per quanto mio fratello abbia ricevuto il libro in regalo – non da me – proprio come vademecum sulla via del ravvedimento. Mah… ognuno in fondo è libero di restare delle proprie opinioni. Travaglio si meriterebbe un post tutto suo; magari se ne ho voglia… e magari riuscirei a convincerti che anche se Travaglio fa bene il proprio lavoro – e questo non lo discuto – c’è, nel modo in cui lo fa, qualcosa di essenzialmente sbagliato; qualcosa di malato. Stay tuned. Magari la voglia mi viene.

  3. V267 detto

    Tutti odiano le Caste, ma nel segreto del loro cuore vorrebbero farne parte…

    Per chi si sente indifeso, fa sorridere che chi ha raggiunto comunque il successo tuoni contro un potere di cui lui stesso è parte.

    E’ solo una lotta tra titani, dunque, l’ennesima rappresentazione teatrale.

    Contro le raccomandazioni, i privilegi, le preferenze indebite dovrebbe tuonare il pensionato che non arriva a fine mese, il giovane lavoratore precario che non può progettare un futuro o, semplicemente, il pendolare che prende i vagoni piombati tutte le mattine per andare al lavoro….

  4. Alessio Margutta detto

    Ti dirò, mi era capitato di parlare ai tempi con un paio di persone che avevano letto la casta, di Stella e Rizzo. Beh… talvolta ho avuto l’impressione – come dici tu – che più che genuina indignazione, la loro fosse rabbia da invidia.

    Quanto al pensionato, al precario e al pendolare… temo che se approfondissimo il discorso non ci troveremmo per niente d’accordo. Fatte salve le eccezioni – che ci sono sempre – io la vedo così, che in Italia da tuonare non ha proprio nessuno. Né i pensionati – alcuni sono andati in pensione con vent’anni di contributi… – né i precari – che ancora non hanno afferrato come gira il mondo e hanno il sogno del posto fisso – né i pendolari: mai preso un treno all’estero? hai mai visto quanto costa? Comunque è un discorso che porterebbe lontano.

    Saluti,

Lascia una Risposta

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>