Peter Kolosimo, la terra senza tempo e l’archeologia misteriosa
Pubblicato da Alessio Margutta su 3 Gennaio 2009
Cominciamo col dire che la cosa più misteriosa di tutte è spiegare come e quando un libro del genere sia finito in casa, e né la profondità dei sedimenti né la datazione degli stessi con il radiocarbonio aiutano purtroppo a risolvere l’enigma: stavo insomma cercando un po’ di posto per tutta la cartaccia ricevuta ultimamente, quando mi trovo tra le mani un’opera misteriosa: Terra senza tempo, di Peter Kolosimo.

Peter Kolosimo, Terra senza tempo, Sugar Editore, 1964
La cosa mi incuriosisce, comincio a leggere, mi documento cercando un po’ in rete e scopro intanto di essere orgoglioso proprietario di un’edizione originale del 1964; poi che Peter Kolosimo - pseudonimo sotto cui scriveva Pier Domenico Colosimo - è un vero maestro del genere, se non proprio uno degli iniziatori: che gli sia dedicata una voce sulla wikipedia italiana, passi. Ma una anche su quella inglese, francese, spagnola… e infine che il libro è un longseller, ma di quelli veri: non conosco le tirature, eppure viene continuamente ristampato – ultimamente presso Mursia – e Hoepli, ad esempio, ce l’ha oggi in magazzino, pronta consegna.
Di che si tratta? ma di quella che viene etichettata come archeologia misteriosa, o pseudoarcheologia, o ancora – a seconda dei punti di vista – fanta-archeologia. Insomma, di quelle storie che ruotano attorno ad Atlantide, a continenti scomparsi - vuoi nel Pacifico, come Mu o nell’oceano Indiano, come Lemuria - ai misteri delle piramidi, ai moai dell’isola di Pasqua. Finché non arrivano – novelli dei ex machina - gli ufi a sbrigliare la matassa. O meglio, gli ufi non arrivano: c’erano già, e noi – in un modo o nell’altro – ne discendiamo.
Se ne può sorridere; eppure io conosco un paio di persone per altri versi intelligenti che a queste storie credono eccome. Come sia possibile, è il grande mistero; ma i libri di Kolosimo – che sono ormai in giro da quarant’anni – aiutano forse a gettarci luce.
Già anche solo una rapida scorsa all’indice dice molto dell’impostazione del libro:
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1. Le origini dell’uomo
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2. Catastrofi cosmiche
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3. L’èra dei giganti
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4. Sotto il segno dei titani
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5. Incubi di pietra
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6. La favolosa Mu
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7. Leggende stellari
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8. Le colonie di Mu
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9. I segreti delle piramidi
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10. Un impero nel Sahara
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11. Difficili rinascite
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12. I maestri erranti
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13. Il grande mistero d’Atlantide
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14. Il regno delle scienze dimenticate
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15. Gli dei bianchi
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16. I Greci d’America
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17. Costellazioni nella giungla
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18. I signori della fiamma
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19. Le astronavi di Tiahuanaco
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20. I figli del Sole
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21. Gli eredi d’Atlantide
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22. I miti delle terre perdute
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23. Crociere impossibili
Ma vediamo un esempio, dal paragrafo l’era dei giganti, in cui bene o male si sostiene che la terra fosse popolata da giganti, come dimostrerebbero le statue enormi che si trovano sparse in giro per il globo, racconti delle più disparate culture – senza dimenticare il gigante Golia della Bibbia – e ovviamente la scienza moderna:
“L’isola delle Antille fu teatro, nel 1902, d’una spaventosa eruzione vulcanica, quella di Mont Pelé, che, in pochi minuti, fece 20 mila vittime nella sola città di St. Pierre. [...] Contrariamente a quanto ci si attendeva, la vita tornò presto sull’isola, anche se la città distrutta non venne più ricostruita. Ricominciò a spuntare la vegetazione, e la Martinica si ripopolò d’animali. Ma tutto ingigantì: cani, gatti, tartarughe, lucertole, persino gli insetti, divennero grossi come mai lo erano stati, e crebbero ulteriormente di generazione in generazione.

Mu, il continente scomparso nel Pacifico. La zona grigia indica i suoi probabili confini.
Colpiti dallo strano fenomeno, i francesi stabilirono ai piedi del vulcano una stazione di ricerche scientifiche, giungendo presto a constatare che i mutamenti vegetali ed animali erano dovuti alle radiazioni dei minerali portati allo scoperto dall’eruzione. I raggi manifestarono il loro effetto anche sugli uomini: il capo della stazione scientifica, dottor Jules Graveure, infatti, crebbe di 6 centimetri, ed il suo assistente, dottor Rouen (57 anni) vide la propria statura aumentare di 5 centimetri e mezzo.
Come le piante, anche gli animali inferiori si mostrano più sensibili alle radiazioni: una lucertola velenosa chiamata copa, che misurava prima una lunghezza massima di 20 centimetri, è divenuta un drago di mezzo metro, ed il suo morso, un tempo non sempre fatale, è ora più mortale di quello d’un cobra.
Il curioso fenomeno della crescita anormale cessa non appena i soggetti vengono allontanati dalla Martinica. Anche sull’isola, comunque, la curva ascendente ha raggiunto il massimo: l’intensità delle radiazioni comincia a diminuire, ed i “mostri” tornano a rimpicciolire.”
Quello dell’era dei giganti è un case-study tra i più dibattuti tra i cultori della materia, che citano a sostegno della propria tesi proprio Kolosimo, che a sua volta si rifa – come si vede nel passo citato qui sopra - a un fatto accaduto, facilmente documentabile – l’eruzione del monte Pelée – a conseguenze difficilmente documentabili – quelle della crescita delle dimensioni degli esseri viventi – ma rese credibili da due scienziati del calibro del dottor Graveure e del suo assistente; purtroppo attualmente non più documentabili perché se i mostri cominciavano a rimpicciolire quando Kolosimo scriveva – 40 anni fa – figuriamoci cosa resta dei giganti adesso.

I confini di Atlantide secondo il prof. Paul Le Cour. Da Terra senza tempo, 1964
Il procedimento è sempre questo: una volta è un avvenimento realmente accaduto, un’altra resti archeologici, un’altra ancora scritti facilmente reperibili come i dialoghi di Platone, o la Bibbia. Poi si comincia con reperti strani, citazioni di scritti poco conosciuti, per passare a citazioni di testi sconosciuti, per finire a citazioni di citazioni di libri purtroppo perduti, magari la decifrazione di testi precolombiani, o dichiarazioni di scienziati – sempre esimi e autorevoli – ma sfortunatamente irreperibili. E così di analogia in analogia si arriva alla tesi che si voleva dimostrare.
Non che Kolosimo non metta in guardia da un procedere troppo semplicistico:
“Crediamo che tanto basti a dimostrare quale cumulo di sciocchezze abbiano ammassato John Taylor, Piazzi-Smyth e Meuzies, con tutti i loro seguaci ed i loro imitatori. Non sarebbe certo valsa la pena d’occuparsene: se lo abbiamo fatto è perché, dovendo accostarci a quelli che sono gli autentici enigmi scientifici dell’antico Egitto, non vorremmo che qualcuno si lasciasse incantare da fiabe del genere presentate come verità sacrosante”
scrive a proposito di quelle che ai suoi occhi sono evidenti forzature.

Un ingegnere tedesco incaricato di costruire le fognature di Bagdad scoprì, fra quelle che il museo locale considerava "cianfrusaglie", pile elettriche ancor funzionanti, etichettate come "oggetti di culto", risalenti alla dinastia dei Sassanidi (226-630 d.C.); e le ricerche condotte in seguito a tale rinvenimento rivelarono l'esistenza d'una setta che, a partire da duemila anni fa, difendeva gelosamente i segreti dell'elettricità in genere e della galvanoplastica in particolare. Da Terra senza tempo, 1964
Ma i caveat servono solo ad accrescere il mistero, a catturare l’attenzione del lettore e – per contrasto – a dare maggior credibilità alle affermazioni che seguono. Che nel caso specifico mirano a dimostrare che la valle del Nilo era occupata da un civiltà più antica, molto superiore tecnicamente rispetto a quella degli Egizi quali li conosciamo. Sarebbero state trovate lenti di cristallo, perfettamente sferiche, che “possono venir oggi ottenute soltanto con un abrasivo speciale, a base d’ossido di cerio. Da ciò scaturisce una straordinaria domanda: gli Egizi conoscevano l’elettricità?”
E più sotto: “Gli scienziati sovietici credono di poter affermare, sia pur con molte riserve, che gli Egizi provenivano dall’Indonesia. Che essi abbiano fatto parte dell’impero di Mu? Che la marcia della loro civiltà si sia arrestata (come sostengono i Russi) 10-12 mila anni fa, in seguito ad una catastrofe nella quale potrebbe benissimo essere identificato il disastro cosmico dovuto alla caduta d’un asteroide? Che la cultura egizia nota, risalente ad appena 4 mila anni prima di Cristo, abbia rispecchiato soltanto pallidamente lo splendore d’un fantastico mondo sconosciuto?”
Oppure – escluse una dopo l’altra altre possibili spiegazioni – ne resta alla fine una sola, l’unica convincente “per la mancanza di ceramiche nell’evolutissima Gerico e per altri contrasti del genere che affiorano un po’ dappertutto. Cerchiamo di giungervi attraverso un esempio. Una terribile guerra atomica sconvolge il mondo intero. I superstiti, faticosamente, riprendono l’ascesa. Essi posseggono ancora molte nozioni scientifiche e tecniche, ma mancano loro i mezzi per applicarne una gran parte. Ricominciano, fra l’altro, a costruire case e città simili alle attuali, ma non possono assolutamente fornirle d’elettricità, di gas, di moderni sistemi di riscaldamento. Alcune generazioni si succedono, e queste cose sono del tutto dimenticate anche in teoria: innumerevoli secoli dovranno trascorrere prima che l’uomo torni a scoprire e ad inventare quanto rendeva la vita più facile ai suoi antenati. E se nel nono o nel decimo millennio dopo Cristo gli archeologi d’una Terra ridiventata civilissima s’imbatteranno nelle rovine d’un centro riedificato come abbiamo detto, manifesteranno, di fronte alla mancanza d’impianti elettrici, uno stupore analogo a quello che ci coglie davanti ai ruderi senza ceramiche di Gerico.”
Certe pagine – anche quando raccontano di animali effettivamente esistenti - ricordano più da vicino i bestiari medievali:
“Questo particolare è ancor proprio ad un rettile dei nostri giorni, un vero fossile vivente che abita, in rari esemplari, qualche isola dello Stretto di Cook, in Nuova Zelanda; è un lucertolone di mezzo metro chiamato Hatteria o Sfenodonte, che ha pure altre caratteristiche stranissime: esso coabita con un uccello marino e depone uova dal guscio durissimo che si schiudono soltanto dopo tredici mesi d’incubazione.” (corsivo mio).
Io non conosco l’opera omnia di Kolosimo. E non mi sento di sottoscrivere il giudizio di Espresso Sera, sulla quarta di copertina: “Terra senza tempo è senza dubbio un libro interessantissimo, da leggersi più volte (sic!), perché il suo contenuto ci dà veramente da meditare”. Chi voglia approfondire o vedere le cose da un’altra prospettiva – per quanto non molto differente dalla mia - può dare dare un’occhiata a PK: Peter Kolosimo, sognatore patafisico, di Massimo Pietroselli; però mi sono fatto l’idea – leggendo questo Terra senza tempo – che Kolosimo non ci credesse lui stesso alle panzane che scriveva. E però che si divertisse a scriverle, e che le sapeva scrivere e raccontare bene. In un buon italiano. Soprattutto senza astio; senza che si respiri a ogni pagina quella soffocante aria di congiura che si avverte oggi in tanti racconti per certi versi simili, tipo quelli a riguardo dell’area 51, delle schie chimiche, dei teschi di cristallo, et similia (chiedo scusa se ho inavvertitamente mischiato argomenti affatto diversi, ma non sono del ramo).
Il testo completo si trova anche come scansione di qualità non eccelsa ma comunque leggibile qui.

Due figure della Porta del sole di Tiahuanaco. Secondo alcuni studiosi, quella a destra rappresenterebbe uno scafandro spaziale autonomo e quella a sinistra un motore a ioni solari. Da Terra senza tempo, 1964
Terry Dreslan detto
Thank you for the insight into this work by Peter Kolosimo. I have nearly read Not of this World, which I had for about 30 years and never read properly. This book is so full of information, its an exciting read, and has made me determine look find and read more of Kolosimo’s books in English.
Your translation and pictures are really appreciated.
Best wishes
T. Dreslan
Alessio Margutta detto
I’m sorry I can’t really help you; I’m not an expert of Kolosimo: I simply found a book at home – Timeless Earth in the english translation – read it and enjoyed it. When I spoke about it with friends, I was surprised how many knew Kolosimo and his works. One told me he grew up reading his books!
I couldn’t find too much about him in english, except for an article in the wikipedia
http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Kolosimo
But if you are interested to, try your luck for example at amazon.
http://www.amazon.co.uk/s/ref=nb_ss_w_h_?url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=Kolosimo
Kosmo Zirpoli detto
Complimenti per la 1′ edizione….. in seguito la Mursia ripubblico’ il libro nella serie “Universo Sconosciuto” , le successive edizioni e ristampe sono innumerevoli……. la mia copia del 1976 era gia’ la 19′ edizione!
Ma Kolosimo era gia’ attivo dagli anni ‘50 sia come divulgatore di arch. misteriosa (come egli stesso amava definirla….. ricordo con nostalgia una sua rara apparizione a “Bonta’ loro” di Maurizio Costanzo) che come narratore di storie di fantascienza sotto vari pseudonimi tra cui Peter Kolos e Jim Omega.
bunglegrind detto
Da bambino mi ero molto appassionato a questo libro (e mi faceva anche un pò paura!), adesso che sono cresciuto, vaccinato, sono passato in mezzo ai vari voyager, stargate & soci (e ho preso una laurea in ingegneria), mi rendo conto che erano tutte panzane…
Tempo fa ho ripreso da qualche angolo oscuro della mia casa questo libro e, per svago, ho cominciato a “fargli le pulci”. Devo dire che già dal primo capitolo di “voli” se ne fanno molti, sia sulle presunte foto dell’uomo di Neandertal che sulle capacità intellettive dei vari ominidi…poi arrivo a quest’episodio, che già da piccino mi aveva colpito: il gigantismo a seguito di una eruzione! Ho provato a cercare questo fantomatico Dr. Graveure, ma no si trova da nessuna parte…possibile che si sia inventato tutto-tutto-tutto di sana pianta? E vabbè!!!!
Alessio Margutta detto
in effetti, vabbè… però ai Tauri e agli Asgard io credo fermamente!
bunglegrind detto
ma 40 ani fa, l’hai scritto di proposito o è stato un errore di battitura?
(ad asgard ci credo anch’io: ci sono stati anche i cavalieri dello zodiaco!)
Alessio Margutta detto
40 ani!?! secondo me te sei tu che te li sogni!
michele detto
E’ tutto vero……si cerca di demolire queste idee perche’ danno fastidio…