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L’antimanuale del sesso di Valérie Tasso

Pubblicato da Alessio Margutta su 5 Gennaio 2009

Valérie Tasso, Antimanuale del sesso, Tropea, 2008

Valérie Tasso, Antimanuale del sesso, Tropea, 2008

 

Come spiegare, a chi non la conosca,  di cosa sa – per dire – una mela? Invece di perdere tempo a descriverne il sapore, a spiegare come nasca e come maturi e come vada mangiata, la cosa più semplice è sbucciarne una e dargliene uno spicchio: che la assaggi e la mangi come preferisce. Ecco, il succo del libro è questo. Ma ancora non ci siamo.

Riproviamo ad esprimere lo stesso concetto, con un registro un po’ più elevato: ”Voler conoscere dunque prima che si conosca è assurdo, non meno del saggio proposito di quel tale Scolastico, d’imparare a nuotare prima di arrischiarsi nell’acqua“. (G. W. F. Hegel).  

Fuochino. Quasi ci siamo. Nel senso che una citazione del genere ci sarebbe potuta stare nell’antimanuale del sesso. E invece Valérie Tasso ne ha scelte altre: come questa dal Simposio di Platone:  ”Ordunque, allorché la forma originaria fu tagliata in due, ciascuna metà aveva nostalgia dell’altra e la cercava; e così, gettandosi le braccia intorno e annodandosi l’una all’altra per il desiderio di ricongiungersi nella stessa forma, morivano di fame e anche di inattività, poiché l’una non intendeva far nulla separata dall’altra.”

Ecco, il succo del libro è anche bene o male riassunto nel risvolto di copertina: 

“Di sesso si parla troppo e male. Ogni giorno i mass media ci propinano ricette per diventare amanti migliori, ci promettono le “chiavi” per risolvere i nostri “problemi sessuali”. Il risultato, però, non è altro che un proliferare di stereotipi e schematismi che si allontanano dall’esperienza quotidiana di ognuno e con cui fatichiamo a rapportarci. Perché? La risposta di Valérie Tasso è che tutte queste voci non parlano realmente di sesso, ma ripetono a pappagallo un discorso normativo sul sesso, dettato dalla morale scientifica, religiosa, economica, politica – allo scopo di imporci modelli omologanti, una trappola per il controllo sociale. La sessualità della persona non è riconducibile a un generico manuale d’uso e consumo. Di qui la necessità di un pratico “antimanuale”. Con spregiudicatezza e ironia, l’autrice utilizza la propria esperienza sul campo per smentire uno per uno i luoghi comuni assimilati, e per arginare la fiumana di parole intesa a reprimere la nostra natura e a soffocare la nostra individualità.” 

Quello che su cui il risvolto tace – e che ho cercato di mostrare con la citazione tratta ad esempio; quello su cui l’autore del risvolto mente sapendo di mentire là dove si parla di “arginare la fiumana di parole intesa a reprimere la nostra natura e a soffocare la nostra individualità” è che la Tasso fa l’esatto contrario di cosa predica:  il libro sono 200 – duecento – pagine di una noia incredibile; e di una pesantezza senza pari, con citazioni ed elucubrazioni pensose e un gusto tutto particolare per l’etimologia delle parole, manco dovessero svelare chissà quale esperienza originaria. Forse per questo la Tasso ha pensato di alleggerire la materia introducendo qua e là un po’ di azione.

Azione che poi altro non è che questo e quell’incontro, questa o quella esperienza che la Tasso ha avuto in prima persona e che, calata nel bel mezzo di un discorso, immagino dovrebbe assumere il valore di dimostrazione o portare un po’ di vissuto in ragionamenti altrimenti troppo astratti. Trascrivo fedelmente un passo, che vale per tutto il libro:

“Felipe era proprietario e direttore di numerose calzolerie di Barcellona. Come amante era disinibito e sfacciato, ma rispettoso. Mi piaceva. I nostri incontri sessuali avvenivano nel piccolo appartamento che avevo in affitto. Quando mi comunicò che stava per comprare una casa e che gli sarebbe piaciuto che andassimo a vivere insieme, considerai conclusa la nostra relazione.

La cultura dominante è fatta di inizi e di fini. Tutto comincia e tutto finisce a partire dal legame fra concetti contrapposti: nascita/morte, suono/silenzio, giorno/notte… Ma non tutte le culture la pensano allo stesso modo. Il diagramma che esprime il fluire dello ying e dello yang mostra il movimento perpetuo delle essenze; niente comincia e niente finisce, tutto scorre, e quando raggiunge un massimo, questo massimo contiene già in sé il proprio opposto. ‘Il giorno comincia a mezzanotte’ recita un detto taoista; quando crediamo che qualcosa abbia raggiunto la fine, non sta facendo altro che dare vita al suo inizio. Nella pittura naturalista giapponese, per esempio, la totalità sensibile – quello che chiamano ‘le mille cose’ – è rappresentata da macchie di colore non ben definite ma riconoscibili: il mare, le nuvole, la montagna, gli uccelli, il contadino… Tuttavia, ognuno di questi elementi rappresentati sembra che, a un certo punto, vada a trasformarsi nell’altro. L’abilità del pittore sta nel saper esprimere la differenziazione delle cose costituite dallo stesso tutt’uno. L’individuazione di ciò che è costituito dallo stesso tutt’uno in moto perpetuo, in inestinguibile cambiamento.

Conobbi Manuel su un set televisivo. Di professione medico… [...]“

Quanto sopra sotto il titolo il sesso si conclude con l’orgasmo, uno della cinquantina di articoletti di cui si compone il libro. Insomma, chi si aspetti racconti erotici viene deluso. Chi riflessioni o considerazioni serie - ammesso e non concesso che il birignao della Tasso valga una lettura – viene continuamente distratto da fastidiose descrizioni di vita vissuta.

E con questo abbiamo finito di recensire i libri entrati in casa con il Natale. Torniamo a gustarci la mela. Sempre che nel frattempo l’appetito non sia passato.

Valutazione complessiva per l’antimanuale del sesso

Ridatemi l'albero!

Ridatemi l'albero!

oppure un po’ sesso!

 

4 Risposte a “L’antimanuale del sesso di Valérie Tasso”

  1. kristalia detto

    Mi è proprio piaciuto il tuo articolo. Non ho letto il libro, ma dalla recensione così ben argomentata, traggo considerazioni condivisibili. Ed è un peccato che l’autrice abbia mancato il bersaglio, perché un “antimanuale del sesso” ci starebbe persino bene, almeno per me che rifuggo manuali e ricette della “felicità” anche sessuale.
    Ne ho parlato in più occasioni anche nel mio blog.
    Ciao e complimenti.
    Kristalia

  2. Alessio Margutta detto

    Grazie dei complimenti.
    Ho dato adesso un’occhiata al tuo blog http://www.oltrelosguardo.com/ e siccome vedo che di sesso ed erotismo ti occupi per così dire diffusamente, non vorrei averti dato un’impressione sbagliata: il succo del libro della Tasso è proprio questo, di smetterla una volta per tutte con manuali e ricette della felicità: non per niente si intitola “antimanuale del sesso”. La tesi è anche condivisibile. Come ci si arrivi… insomma, il mio giudizio sul libro continua a non discostarsi da quello di Fantozzi sulla corazzata Potëmkin.

    Ribadito il mio punto di vista, ti segnalo questo articolo che ancora non c’era quando ho postato (o non l’ho visto) http://www.mirorenzaglia.org/?p=4957
    Per me rientra nella categoria promozione e pubbliche relazioni. Ma insomma, dacci un’occhiata se vuoi: se hai un blog che tratta di erotismo, magari certi libri devi leggerli, che ti piaccia o no. Anche solo per essere al corrente di quello che si dice in giro o di cosa abbia scritto la Tasso (che dopo il successo di “diario di una ninfomane” è anche relativamente famosa).
    Anzi, guarda facciamo così: vai in libreria, apri a caso il libro, ne leggi alcune pagine e poi decidi. Secondo me mi dai ragione e non lo compri.

    PS: il tuo blog mi piace esteticamente (io mi sono sbattuto zero: oddio, ho cercato un tema di WordPress che mi piacesse, ma oltre non sono andato). Mi piacciono anche i disegni di Valentina Minutoli e trovo che il suo sito non le renda giustizia (www.trattieritratti.net funzionava dieci minuti fa, adesso è down… mah). In cauda venenum: ho letto anche un paio di racconti; insomma, sono sincero: non mi hanno convinto un gran che. Però sono sincero anche quando ti dico che non è il mio genere.
    Ciao e saluti anche a te.

  3. kristalia detto

    Ciao Alessio e grazie per l’articolata risposta. Non me l’aspettavo e ne resto piacevolmente sorpresa.

    Per quanto riguarda il sito della pittrice, le girerò la tua segnalazione.

    Per quanto riguarda il link al sito di Miro Renzaglia, gli ho dato un’occhiata e forse, ribadisco forse, alla fine potrei acquistare il libro, anche se sono un po’ reticente.
    Lo sono perché – e con questo tento di rispondere anche al tuo ultimo punto – anche io non amo questo genere letterario.
    Già, paradossalmente, non sono attratta dalla letteratura erotica e dai racconti erotici. Strano vero?
    Non lo è se superiamo le apparenze. Ho cercato di spiegare – per esempio qui http://www.oltrelosguardo.com/racconti-erotici/ e qui http://www.oltrelosguardo.com/porno/ come la penso e perché scrivo.
    Racconto un pezzo della mia storia, tutt’altro che divertente, e che si colloca necessariamente fra gli “scaffali” erotici, sol perchè il sesso è il filo conduttore, ma ne è soltanto una parte: in molti racconti non viene nemmeno descritto, perché non mi interessa farlo (motivo, questo, di contestazione da parte dei cosiddetti “pornografi). In altri, magari, mi lascio andare a qualche descrizione.

    Mi rendo conto, però, che la navigazione del mio sito è un po’ articolata, per cui, grazie anche alla tua osservazione, metterò mano per facilitarne la fruibilità. Ti sono grata, perché attraverso le tue parole conclusive, mi hai comunicato che il blog sembra parlare di storie erotiche. Vero, ma non solo, e non soprattutto.

    Tornando al libro recensito, forse lo acquisterò – sperando di non annoiarmi troppo – prima di tutto, perché con lei condivido la “noia” nei confronti dei manuali http://www.oltrelosguardo.com/category/opinioni/punti-di-vista/
    e poi perché leggendo l’intervista che hai segnalato, ho scoperto un altro punto in comune: la passata esperienza professionale.

    Ti ringrazio davvero tanto per il dibattito innescato, che mi ha dato l’opportunità di chiarire un punto a me caro.

    Cordialmente,
    Kristalia

  4. Alessio Margutta detto

    Figurati.

    del tuo post http://www.oltrelosguardo.com/porno/ sottoscrivo in pieno:
    “Infatti, tutto quello che si può fare, è valutare il racconto, se scritto bene o male, se ha uno stile narrativo buono o se è da cestinare, senza entrare nel merito della vicenda, specie se si tratta di storie realmente accadute.”

    Per questo il libro della Tasso non mi piace e non lo consiglio; non escludo però che possa essere interessante per te, visto che ne condividi la passata esperienza professionale.

    E più sotto, visto che mi pare di capire che tu scriva di quello che hai vissuto in prima persona:
    “4) conoscete le sue esperienze passate, tutto il suo percorso? Non sapete nulla di lei, eppure siete appassionatamente travolti dall’ansia del giudizio ancor prima di leggere il seguito.”

    Sono d’accordo: per questo ho parlato del libro della Tasso e non della Tasso persona. Non che ne sappia molto; sapevo però che aveva lavorato per circa sei mesi come escort. Solo che non mi va di giudicare le persone. Intendiamoci: il successo l’ha ottenuto *anche* perché il suo primo libro è stato venduto come il libro di una manager che per sei mesi ha fatto la puttana. Però, non so, le vicende umane sono complicate. E anche solo da questo “antimanuale del sesso” mi sono fatto l’idea che per la Tasso non siano stati proprio una bella esperienza questi sei mesi. Al di là di cosa lei ne dica o di come li valuti.
    Al limite ti consiglio di leggere “diario di una ninfomane”. Io non l’ho letto. Il libro ha senz’altro avuto successo più per come è stato promosso che per le sue qualità intrinseche. Però sono quasi sicuro che – essendo stato il primo – ci sia dietro alle ragioni del suo successo qualcosa di più di una semplice strategia di marketing. Se lo leggi e se ne hai voglia, poi magari fammi sapere.
    Saluti,

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