Zeitgeist, i Re Magi e Stellarium
Pubblicato da Alessio Margutta su 1 Febbraio 2009

Da 'Zeitgeist: il film', di Peter Joseph, 2007
“Innanzitutto, la sequenza della nascita [di Gesù] ha un’origine del tutto astrologica. La stella dell’Est è Sirio, la stella più luminosa del cielo, che il 24 dicembre si allinea con le tre stelle più brillanti della Cintura di Orione. Queste tre stelle luminose son chiamate oggi come lo erano nei tempi antichi: i Tre Re. E ‘i Tre Re’ assieme a Sirio, la stella più luminosa, si allineano esattamente con il punto il cui sorge il sole il 25 Dicembre. Questa è la ragione per cui i Tre Re ’seguono’ la stella dell’Est, in modo da trovare l’alba: la nascita del sole.“
Non è però di questo che volevo parlare. E’ solo che in Zeitgeist e in Zeitgeist Addendum – che potete vedere rispettivamente qui e qui - ci sono tante di quelle castronerie, che mi sono chiesto se anche questa lo fosse; non mi riferisco alle tesi di fondo del film, né alle sue ricostruzioni storiche, che sono secondo me sbagliate; ma proprio a errori grossolani: sempre per suffragare la tesi di un’antica origine astrologica del Cristianesimo, la parola orizzonte (horizon in inglese) verrebbe da Horus has risen (dove Horus è il dio egizio). Basterebbe aprire un dizionario etimologico per sapere che non è così, se già non lo dicesse il buon senso che non può essere così: a chi mai obiettasse che la parola ci giunge solo attraverso il greco, ma ha origine in realtà nell’antica sapienza egizia, faccio solo presente – senza essere un linguista – che l’egizio è così simile alle lingue indoeuropee – tra cui appunto il greco – che è servita la stele di Rosetta per riuscire a tradurlo. Ma che poi sunset starebbe per la guerra del Sole contro Set (dio dell’oscurità), questa – per un madrelingua inglese – può essere solo malafede: set viene chiaramente dal verbo inglese to set e cioè da una radice – presente anche nel tedesco sitzen – che significa… sedersi? Toh, guarda che caso, stessa radice anche in italiano e metafora simile: noi diciamo che il sole si corica, ma l’immagine è la stessa. Che il 25 dicembre non sia il giorno natale di Gesù è pacifico, ma la cosa viene invece presentata come una grande rivelazione: il Natale (di Gesù) lo si festeggia il 25 dicembre solo dal IV secolo d.C. circa, quando la chiesa si vide costretta a sovrapporlo alla preesistente festa pagana del sol invictus a cui sembra che anche i cristiani restassero tutt’altro che indifferenti. Ma senz’altro non deriva da quella.
Insomma, potrei andare avanti a lungo, ma mi limito ai Re Magi per raccontare in realtà qualcos’altro.
Intanto io ho trovato che “i Tre Re” come nome per le tre stelle della costellazione di Orione è tardo, diciamo XVII secolo; dopo Cristo, specifico onde evitare fraintendimenti; poi è ovviamente sbagliato dire che Sirio il 24 dicembre vi si allinea: allineate le stelle lo sono sempre; semmai Sirio è difficile da vedere perché sempre molto bassa sull’orizzonte, la si vede meglio d’inverno, e forse solo d’inverno ci si accorge dell’allineamento. Ma davvero la linea da Orione a Sirio indica dove sorgerà il sole il 25 Dicembre?
Ho provato con Stellarium, programma OpenSource davvero ben fatto: non posso dire quanto ben fatto, cioè quanto accurato, ma una rapida lettura delle FAQ lascia intendere che sia molto preciso: dovrebbe essere possibile ad esempio interfacciarlo con un telescopio in modo che sia il programma - data la posizione e la data - a puntare il telescopio sull’oggetto cercato; oppure si consiglia per osservazioni ad occhio nudo di verificare cosa dica Stellarium a proposito della luna, perché se piena la sua luminosità rende più difficile osservare le stelle. Insomma, OpenSource, gratis, ma apparentemente affidabile. Bellissimo da usare: così - oltre a posizione e data – si può scegliere lo sfondo, se disegnare le costellazioni secondo l’uso occidentale, egizio, cinese; per quelle occidentali – oltre che le linee - ci sono anche delle immagini bitmap che mostrano il disegno; si può regolare la luminosità del cielo, la proiezione prospettica, aggiungere polvere; davvero ben fatto. La cosa più bella è che si può accelerare il corso del tempo così da vedere l’evolversi della volta celeste come in un film.
Proprio questo ho fatto: mi sono posizionato tra Egitto e Israele – diciamo dalle parti del canale di Suez - ho messo come data il 24 dicembre dell’anno 1 e ho guardato cosa si sarebbe visto in cielo allora da quella posizione. Più o meno. L’ideale sarebbe catturare lo schermo in un film e caricarlo ad esempio su youtube: però non ne ho voglia; valgano allora queste due istantanee, che ho preso senza cambiare l’inquadratura. Le linee le ho aggiunte io a mano con paint; quella rossa orizzontale indica dove sarebbe dovuta essere Sirio se si fosse trovata dove sorge il sole.

Insomma, i “Re Magi” non sono proprio sulla linea in cui sorge Sirio, e il sole sorge un po’ più a destra – ad occidente - rispetto a dov’era sorta Sirio. Detto questo, non molto più destra ed effettivamente le tre stelle della costellazione di Orione, Sirio e il Sole attorno al 25 Dicembre sembrano davvero disporsi lungo una linea. A maggior ragione se si immagina di osservare il fenomeno ad occhio nudo e se si tiene presente che Sirio non è più visibile quando sorge il sole: sia per la luce solare che la coprirebbe, ma soprattutto perché quando sorge il sole Sirio è già tramontata dietro all’orizzonte.
E allora? Allora quella che sospettavo essere una delle tante stupidaggini di cui è pieno il film, sembra invece non esserlo. Ciò che non toglie che a mio avviso - ma anche secondo studiosi ben più ferrati del sottoscritto – il Cristianesimo non è una religione di origine astrologica e nulla ha a che fare con il culto del sole. Io poi cerco sempre di trarre il meglio da ogni cosa che faccio: da questo film, ad esempio, Stellarium che senz’altro non avrei conosciuto.
Claudio detto
sui re magi vi rimando al sito: http://www.shah-mat.it
Alessio Margutta detto
vabbè… ci sono andato io stesso. Facciamo che rimandi a:
http://www.shah-mat.it/index.php/cultura/59-iremagi.html
che è il permalink del tuo post. E facciamo che non cancello il tuo commento: il sospetto che sia solo per avere un link al tuo sito ce l’ho; ma in dubio pro reo.
Comunque – senza offesa – il tuo post davvero non dice nulla che non si sappia: citi il passo di Matteo, che commenti con ben 12 righe, neppure originali. Tanto vale andare direttamente alla wikipedia, il cui articolo è quanto meno molto più dettagliato:
http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Magi
Saluti,
Alberto detto
Ciao, mi chiamo Alberto, cercavo qualcosa su zeitgeist ed è spuntato il tuo blog. Mi trovi fresco fresco, dopo la mia seconda visione di zeitgeist addendum.. qualcosa di distorto e difficile da definire non mi convinceva… ma ora ho centrato il problema. Anche se nel complesso sono contento di questa produzione.
Partiamo dal primo film. Ho trovato preoccupante, bassa, scarna, fredda, ingenua, timorata, l’interpretazione (unica ed assoluta) delle religioni nonché, certo, la pretesa del possesso della verità degli autori ma ho voluto continuare a guardare.
Riguardo all’allineamento stellare, sinceramente, ci sono rimasto male, qualcosa dentro di me è rimasto ferito ma non ho potuto fare altro che constatare l’evidenza dei fatti.. mi hanno stupito un po’ (leggerle nel tuo sito) le critiche a quest’evidenza… ma poi ho visto che hai rettificato.
Per essere chiari fin da subito (come interlocutori), io interpreto il cristianesimo come una mitologia, che adoro tanto quanto i credenti, ritagliandomi il “mio” (nel senso soggettivo e personale) nuovo paradigma spirituale (trovando risonanze nelle varie tradizioni spirituali a cui mi avvicino).
La “castroneria” etimologica riguardo Horus è l’unica che mi sia saltata alla mente come assurda, sarebbe grave non notarlo, ma, non capisco, a quali altre castronerie ti appelli?
Certo il film è pieno di interpretazioni un po’ tirate ma tutte plausibili e potenzialmente verosimili.. ed in questo senso “ammissibili”.
La prima sezione riguardante l’origine astrologica del cristianesimo, non vedo perché demonizzarla, in quanto non solo non danneggia il cristianesimo, ma al contrario, lo armonizza (a mio avviso). Anche se, ripeto, in parte mi ha ferito notare l’evidenza della conformazione stellare, eccetera, ed in secondo luogo, l’interpretazione generica delle religioni, mi sembra piuttosto ingenua (e questo fa parte delle cause di quella sensazione di repulsione che non riuscivo a definire, guardando ’sti due film) ma comunque: perché no?. Mi sei sembrato un po’ categorico (anche se non come gli autori di zeitgesit).
La seconda sezione (11settembre) era tutta roba già nota da tempo e che girava in internet, l’hanno solo montata bene, la terza parte.. anche… fa parte della storia della creazione della moneta, e.. ci siamo dentro.
Ma veniamo al secondo, scusa il fiume di parole. C’era qualcosa che strideva.
Direi che dilaga il tecnicismo, nella nostra società, l’università sforna ogni 6 mesi un nuovo corso di laurea più specifico, mirato a creare “tecnici”, le grandi opere pubbliche sono sostanzialmente in mano ai tecnici, che prima le propongono, poi le bocciano.. da un certo punto di vista siamo un po’ in una sorta di deriva tecnicista, dove è ben visto che a 7 anni tu sappia usare il computer… anche se non hai compreso il valore di un abbraccio (per intendersi).
L’uomo cresce/migliora/evolve grazie alla tecnologia. Questa è la grande falla di Zeitgeist Addendum. Non solo; “il simbiotismo” (come lo chiama nel film) con l’ambiente esterno non può avvenire senza il simbiotismo con il mondo interno dell’individuo (un po’ lasciato da parte dai “tecnici creatori” di Zeitgeist), al di là di qualsiasi progresso tecnologico.
E qui spunta fuori lo schiavismo in cui ci hanno gettato le teorie “lineari” dell’evoluzionismo Darwiniano.
Ma trovo conforto nell’osservare come gruppi di persone vedano e tentino di raggiungere una felicità, in un modo che non mi ha ancora preoccupato per un’eventuale violenza..
Ho fatto il bagnetto a zeitgeist, ora semplicemente tento di non gettare via il bambino con l’acqua sporca. Perché sono molto d’accordo con la grande disponibilità delle risorse ma ho così tanta fede nell’uomo e nella sua scintilla divina, che non vedo né il complotto né la malafede.. vedo solo incoscienza. L’uomo è ciò che è… ma è anche in continuo cambiamento. Sta a noi decidere in quale cambiamento avere fede. Il progetto Venus mi sembra pieno di idee fantastiche, ed è assolutamente innegabile che il progresso tecnologico avrebbe dovuto portarci a ridurre le nostre ore lavorative, non ad aumentare la produzione!! ..il famoso “surplus”..
Io personalmente non credo tanto in un gruppo di tecnici che cambi il mondo ma forse sono un po’ superstizioso…
Una volta ho letto che la possibilità di creare dei nodi positivi nel fluire delle anime, nel mare infinito di coscienza, ha fatto nascere i nostri concetti di devozione e preghiera.
Questo manca a Zeitgeist, in poche parole: comprendere che la penetrazione e la comprensione della spiritualità non porta alla superstizione ma alla verità.
Ti saluto, ti ringrazio per l’ascolto e spero di sapere cosa pensi in merito
a ciò che ti ho scritto.
Alberto.
Alberto detto
Grazie per Stellarium, è STUPENDO.
Alessio Margutta detto
Parto da Stellarium: sì, l’ho trovato bellissimo anch’io; per questo l’ho segnalato. Credo tra l’altro sia anche abbastanza affidabile e tenga anche conto della precessione degli equinozi. Se poi ci fosse in giro un qualche appassionato di astronomia che volesse confermare questa mia impressione, ben venga.
Quanto al tuo primo commento: di castronerie secondo me il film è pieno. Di ‘orizzonte’ (e ‘ore’) da Horus, dio egiziano ho detto. Di ’sunset’ da Seth, pure.
Poi si dice che in prossimità del solstizo di inverno il sole sembra fermarsi sulla Croce del Sud; di qui il simbolo della crocifissione. Peccato che la Croce del Sud non sia visibile – nel nostro emisfero – da ogni latitudine; e resti comunque sempre molto bassa sull’orizzonte. Avrebbero potuto vederla gli antichi egizi? Sì – stando sempre a Stellarium. Solo che storicamente non è stata considerata una costellazione a sé stante, quanto piuttosto parte di quella del Centauro: nessuno insomma ci vedeva un croce, ma solo parte di un’altra immagine. Così almeno ai tempi di Tolomeo, se ci fidiamo della wiki:
http://it.wikibooks.org/wiki/Costellazioni/Costellazioni_australi/Croce_del_sud
Sui paralleli tra la vita di Gesù, e quelle di Krishna, Mitra, Attis, Horus, non mi dilungo perché li conosco poco e finirei per ripetere quello che si trova sulla wikipedia; che detto per inciso non menziona tutte queste grandi somiglianze. Anzi.
Ma Dioniso no. Che c’entra Dioniso con Gesù? Dioniso nato da una vergine, chiamato Re dei Re, Dioniso crocifisso? Ma quando mai!
In generale poi è pieno di religioni che vedono divinità varie incontrarsi e accoppiarsi con mortali; o dei che prendono le sembianze di mortali; restando però dei. Lo scandalo della croce è invece che Dio si è fatto pienamente uomo. Ed è morto, Dio, morendo da uomo. E’ una cosa così facile da accettare che il Cristianesimo stesso ha sempre dovuto fronteggiare eresie a cui ripugnava l’idea che Dio si facesse davvero uomo: sì, Gesù era un profeta ispirato, ma non era proprio Dio. Sì, Dio aveva preso le sembianze di un uomo – Gesù – ma mica era diventato uomo per davvero. Tanto per menzionare – oltre ad eventuali somiglianze – qualche differenza essenziale.
Il simbolo del Cristianesimo non erano I pesci (costellazione), ma IL pesce, perché acronimo – in greco – di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9#Nome_ed_epiteti_di_Ges.C3.B9
Penso davvero si potrebbero smontare una ad una tutte le prove che il film porta. E quelle che non si possono smontare, perché sono vere, sono interpretate in modo – io credo – sbagliato. Talmente sbagliato che dubito si possa parlare di buona fede. Il Natale il 25 dicembre? Che la festività natalizia sia stata sovrapposta a quella del solstizio di inverno, lo si sa. Lo si sapeva anche prima. Non l’hai mai tenuto nascosto nessuno. Tanto meno la Chiesa. Perché di questo non si fa menzione?
I dieci comandamenti verrebbero dal libro egizio dei morti? bella forza: non uccidere, non rubare, non mentire… sono sicuro che li si troverebbe tali e quali anche in Polinesia. Ma il primo comandamento “Non avrai altro Dio all’infuori di me”, quello che esprime la concezione tipicamente ebraica del Dio geloso, quello viene taciuto. E il secondo “Non nominare il nome di Dio invano” – quello per cui gli ebrei tuttora non nominano il nome di Dio e che in seno al cristianesimo tanta parte ha avuto nella lotta all’iconoclasmo – neppure.
Boh… smetto perché è tempo perso. Lo stesso vale per la seconda parte, quella sull’11 settembre. Ho un amico – che è quello che mi ha passato il film – che crede ciecamente che sia stato un complotto interno. Non c’è argomento che scalfisca le sue sicurezze. Non ha senso portarne di nuovi, perché paradossalmente Zeitgeist è un film profondamente religioso e la fede non si lascia intimidire da fatti avversi: se ne nutre e da ogni smentita esce in un certo senso più forte. E’ un paradosso perché Zeitgeist vorrebbe liberare l’uomo dal mito, e finisce invece per proporgliene di ancora peggiori di quelli che vorrebbe sfatare: utopie di società perfette, senza avidità e senza il vil denaro, guidate da scienziati e tecnici (in Zeitgeist Addendum siamo davvero alla serie Urania, se hai presente i libri di fantascienza della Mondadori).
E’ religioso perché in fondo offre una lettura che riconcilia con la realtà: tutto ha un senso, che il film intende svelare sbugiardando le menzogne che ci avrebbero propinato fino ad oggi. E appunto – come in ogni religione che si rispetti – c’è anche satana, nella forma di banchieri, politici, preti e la solita cricca che da millenni schiavizzerebbe il mondo.
Insomma, io personalmente non credo, ma dovessi mai scegliermi una religione non mi prendo mica una patacca. Tanto vale prendersi l’originale Made in Vatican.
Io penso che purtroppo – in fondo per fortuna, sennò sai che noia! – vivere richieda qualcosa di più di un “vogliamoci bene”. E’ faticosetto. E’ faticoso anche solo sforzarsi di capire come funziona il mondo. Ti segnalo – anche se esula un po’ dal tuo commento ed è espresso in modo un po’ tecnico, ancorché chiaro – questo articolo a proposito della moneta, signoraggio, banche centrali e consorteria annessa:
http://epistemes.org/2007/12/27/signoraggio-tra-mito-e-realta/
Ecco, si fa più fatica a capire come funziona la moneta che immaginare una società senza moneta e senza avidi banchieri. Ma insomma, ognuno la pensi un po’ come vuole. Purché non mi vieti di pensarla altrimenti.
Alberto detto
Vada per la leggenda metropolitana.. ci sono leggi economiche effettivamente meno diaboliche di ciò che si possa pensare, e sì, oltre ad horus c’è set, insomma c’è quel pezzo di etimologia che fa un po’ ridere… intendevo quella parte, estesa, quando dicevo di Horus.
Anche non ci fossero tutti quei messia corrispondenti e aventi analogie col Cristo, ne basterebbero un paio antecedenti per darci da pensare ma, ripeto, questo non scredita il cristianesimo, lo rende semplicemente parte del mondo. Lo rende un mito come gli altri. O fosse anche esistito Gesù Cristo allineato con andamenti planetari, che male ci sarebbe? Sarò troppo mistico ma non ci vedo niente di malsano. Anche riguardo alla croce del sud, che sia o no il pezzo di un’altra costellazione mi sembra un sofismo. Se una popolazione 4000 anni fa ed un’altra 3200 anni fa hanno tirato fuori un salvatore crocifisso in quel giorno, posso anche credere che si siano ritagliati la croce.. davvero non credo che questo abbia importanza.. Ma mi spiego meglio: ho trovato alcune cose sulla simbologia del pesce, in Renè Guènon che approfondisce abbastanza, ma non per questo mi sembra da scartare il parallelismo astrologico con la vita del Cristo (Le fasi.. tipo tra 150 anni entriamo nell’acquario), ora siamo nei pesci.. sembra plausibile il parallelismo ma, di nuovo, questo non scredita il mito, a parer mio, scredita l’ESCLUSIVITA’. Ed è la forza di un qualsiasi monopolio o potere. Che sfocia nel fanatismo. Io possiedo l’unica verità. Questo è il messaggio falso e distruttivo dell’istituzione religiosa, perché blocca la creatività dell’uomo.
Riguardo al complotto per le torri gemelle, lasciamo pure la parentesi aperta che possa essere o meno verità.. Sempre di fede si tratta, a questo punto. Abbiamo tante testimonianze pro quante contro. Una persona di cui ho buone referenze, ha personalmente conosciuto un agente della CIA, il quale ha confermeto tutto l’ambaradàn cospirazionista. Ma non mi cambia la vita, sarebbe solo un tassello in più nelle vaccate che rispondono alle leggi dei rapporti politico-economici tre le varie nazioni (e gli Stati Uniti ne fanno di vaccate, a titolo d’esempio, non so se hai letto qualcosa di Giulietto Chiesa quando era stato preso sotto l’ala da Gorbaciov).
Dio se sono prolisso…
Ed è vero, Zeitgeist è una religione, ne parlava già Jung a suo tempo.. ho trovato curiose radici in un articolo di un filosofo che ne parlava. Ti ho già scritto qual è secondo me l’errore di fondo del film: il tecnicismo.
Il fatto è che non voglio buttare tutto nel cesso. Ma non ti ha lasciato sconcertato per gli incastri economici a livello globale, mondiale.. gli equilibri malsani che schiacciano i paesi in via di sviluppo?
Questo è un dato di fatto, e semplicemente zeitgeist ne da una interpretazione plausibile, anche metà delle asserzioni fossero false. Non mi sono iscritto alla comunità zeitgeist però ho dovuto pensarci su.
“la solita cricca che da millenni schiavizzerebbe il mondo” oggi siamo noi, sui paesi in via di sviluppo. Ho personalmente raccolto testimonianze (per due anni) di vittime di guerra e tortura proveniente da quei luoghi, e c’è sempre dietro una multinazionale, una elezione imminente del nuovo lider più o meno simpatizzante dei paesi industrializzati, oppure dietro ad una guerra tra etnie c’è un governo manipolatore ed una risorsa utile ai paesi industrializzati che si infilano coi loro consiglieri nelle pieghe governative.
Riguardo all’articolo che mi hai segnalato sulle dinamiche: frazione, moneta, titoli al portatore, eccetera.. beh, è un articolo di un tipo della FED, che le spiega… di sicuro non ci spiegherà una truffa, casomai ci fosse il marcio esposto da zeitgeist. Ma ammettiamo la verità di ciò che scrive, questo non contrasta con gli assunti teorici di zeitg:
“Ad evidenza, i governi non possono fare affidamento sul signoraggio per raccogliere risorse, e ciò a causa dell’inflazione. [...] Il signoraggio nominale rappresenta una frazione trascurabile delle risorse raccolte attraverso imposizione fiscale. Ma soprattutto [...] il signoraggio reale, l’unica grandezza rilevante ai fini dell’acquisizione di merci e servizi da parte del governo, è una grandezza che non può essere accresciuta indefinitamente attraverso l’espansione dell’offerta di moneta. [...]”
Qui non si parla di risorse o di acquisizione di merci e servizi ma di prestiti, debiti, cifre virtuali che permettono questa o quella produzione e assoggettamento di intere nazioni.
Non vorrei sembrare pessimista, nel credere nelle cospirazioni, ma direi che sono abbastanza ottimista nel credere che il meccanismo malsano per cui tutto si misura col denaro abbia fine.. e perché non “credere” in questa direzione?
“E’ un paradosso perché Zeitgeist vorrebbe liberare l’uomo dal mito”, scrivi. Pienamente d’accordo, è la falla di Zeitgeist, e poi perché mai liberare l’uomo da uno strumento utile alla propria ascensione, alla conoscenza?
Questo, mi spaventa, del progetto Venus e dell’enfasi sulla tecnologia.
Certo ci saranno delle sorprese lungo lo sviluppo di un progetto come Venus (m’illumino d’immenso e lo rendo reale per un istante), e certo è più facile etichettare i buoni ed i cattivi, solo che a questo punto siamo noi a dover interpretare correttamente. Senza buttare via il bambino con l’acqua sporca. Ed è per questo che ti scrivevo della buona fede… tu scrivi: “vivere richiede qualcosa di più di un “vogliamoci bene”. E’ faticosetto. E’ faticoso anche solo sforzarsi di capire come funziona il mondo.” Beh, ci sono abbstanza associazioni che studiano lo sviluppo sostenibile, simili a quella paranoica del progetto Venus, ed alla fine (per esempio il Club di Roma, tra ingegneri, biologi, ambientalisti, filosofi ed economisti) si sono resi conto che non è possibile cambiare un elemento dell’equazione perché se interrompi la deforestazione in Amazzonia, le conseguenze possono essere devastanti. Ma tutte concordano con un assunto di fondo: così non si può continuare e lo scenario che si definisce sempre più chiaramente è l’auto-distruzione.
Per quanto mi riguarda ne già ho abbastanza nel capire come non strozzare la mia compagna, alcuni giorni, ma ciò non toglie che credo più nel “volemose bene” che non nel “tu a casa tua ed io a casa mia”. Credo che l’educazione debba cambiare e che l’aspetto emotivo e le potenzialità degli esseri umani non vengano messi a frutto. Credo che la parola terrorismo venga strumentalizzata e credo che tutti abbiamo troppa paura di vivere. Credo che effettivamente un lato tangibile delle religioni sia repressivo, non solo della coscienza ma della natura stessa di un essere umano. E come ti ho scritto prima.. beh.. “conosci te stesso” è un messaggio comune a molte tradizioni spirituali. In questo credo, per lo sviluppo.. ed in 6 miliardi di capoccie, credo che per fare ciò sia necessario agire sull’educazione.. non dico “new age” o “happy flower” ma sicuramente che investano sulla dimensione emotiva, corporale e spirituale dell’essere. La favola del non dovrai lavorare, ancora non funzionerebbe, ma lavorare meno ore grazie alla tecnologia, invece di incrementare la produzione? Forse questo sarebbe possibile già da oggi. E perché non avviene? Questa è la prima domanda.
La seconda ed ultima è: Tu cosa credi?
Scusami se insisto, mi hai schiarito le idee su zeitgeist, grazie mille davvero, sei molto più preparato di me, ma ti ho sentito poco.
E scusa, oltre alla mia prolissità, la mia scrittura ma sto parlando ogni giorno tre lingue che purché simili rendono difficile la grammatica (anche quella nativa).
Ciao.
Alberto.
Alessio Margutta detto
Beh… tocchi tanti di quei temi che mi riesce difficile dare una risposta senza scrivere davvero un romanzo.
Lapidariamente, nell’ordine in cui li hai elencati:
1) origine astrologica del cristianesimo: non ci sarebbe proprio niente di male. A me poi – che non sono credente – la cosa non toccherebbe più di tanto. Semplicemente non credo che sia vero; credo cioè che il cristianesimo non sia una religione solare. Mettersi a discutere questo o quel simbolo penso francamente non sia alla nostra portata. Intendiamoci: se ti interessa – dico a te, perché a me, insomma… – ci sono senz’altro libri e libri di religioni comparate. Di studiosi seri. Seri mica perché sono tutti d’accordo tra loro o perché difendono necessariamente le tesi tradizionali: solo che di solito portano qualche prova in più rispetto ad analogie che già al mio occhio paiono francamente estrinseche. Ho solo scritto di quello di cui io stesso mi sono accorto. Mi ha incuriosito e ho verificato – con i mezzi di cui dispongo – se la storia dei Re Magi e di Sirio è astronomicamente plausibile. Astronomicamente sembra addirittura vera. Storicamente ho i miei dubbi. Anzi, personlamente non ci credo.
2) 11 settembre: scusa, ma non ho voglia di aprire il tema. Nel senso che ’sto mio amico mi ha già fatto una testa così. In rete ci sono molti siti di debunking per chi voglia sentire una campana diversa rispetto a quella dei complottisti.
Segnalo: http://undicisettembre.blogspot.com/
Io personalmente non credo alla tesi del complotto perché mi pare inverosimile; ritengo che non sia stata detta tutta la verità – o meglio, ho l’impressione che qualche volta qualcuno abbia voluto renderla più vera o che abbia approfittato della situazione per regolare altri conti. Che abbia approfittato della situazione, non che l’abbia causata. Sarò ingenuo, ma credo che la ricostruzione ufficiale rispecchi in modo abbastanza fedele l’accaduto.
3) terzo mondo: anche qui servirebbe davvero tanto spazio. Ti sembrerò cinico, ma io prendo sonno lo stesso, pur sapendo cosa succede nel mondo. O forse prendo sonno solo perché credo di saperlo. Ad ogni modo non credo che le multinazionali siano cattive o che un qualche governo (democratico) scateni apposta guerre solo per salvaguardare il proprio apparato militare. I colpevoli per i disastri nel terzo mondo sono essenzialmente nel terzo mondo stesso. I governi e le multinazionali occidentali hanno sì sostenuto – o tuttora sostengono – questo o quel dittatore sanguinario. Ma solo per fare i loro – cioè i nostri – affari. Quello di cui si ha bisogno per fare affari è stabilità. Se la garantisce un dittatore, bene così. Ma se uno stato africano diventasse democratico, liberale, ecc. e restasse stabile penso che i più sarebbero felici (a parte questa o quella ditta specifica che ne fosse eventualmente svantaggiata). Il problema credo che sia che il pensiero liberale è molto difficile da esportare: pensiero liberale significa – tra le altre cose – stato di diritto, separazione dei poteri, separazione stato-chiesa, tutela dei diritti dell’individuo (proprietà, libertà di espressione, libertà religiosa, ecc.). Si parla sempre di democrazia, che secondo me si accompagna molto bene al liberalismo; ma che lasciata da sola porta a dittature peggiori di quelle di un solo tiranno. Purtroppo in gran parte del mondo queste idee fanno fatica a farsi strada: pensa a società tribali come in Africa o nel vicino Oriente; pensa alla profonda compenetrazione tra stato e religione nei paesi islamici. Non mi pare che l’Occidente si dia molto da fare per esportare questi valori: in fondo a noi basta che qualcuno tenga le cose a posto e interveniamo se vengono minacciati i nostri interessi; ritenere però che l’Occidente osteggi apertamente o freni uno sviluppo liberal-democratico dei paesi del terzo mondo credo sia semplicemente falso.
4) moneta: non ho studiato economia, quindi chiedi magari a chi ne sa più di me. Ma la moneta è un’invenzione geniale. Permette di dare una misura al valore delle cose e del lavoro, permette di scambiarli in modo semplice (ad esempio di scambiare 8 ore del tuo lavoro con – dico per dire – 1/50.000 di un automobile. Capisci che senza la moneta gli scambi sarebbero un po’ difficili). Permette di tesaurizzare il valore prodotto: il grano deperisce alla svelta; non se lo vendo ad altri che lo consumano adesso e mi danno in cambio denaro che in teoria non dovrebbe deperire (lo fa per via dell’inflazione).
Mi mancherà anche in questo caso la fantasia e la preveggenza, ma una società senza denaro mi sembra molto peggiore di quella attuale.
Quanto al denaro che tiene in pugno interi continenti: vero, fino ad un certo punto. Sai cosa gliene frega al pastore in Afganistan della crisi economica? meno di zero, manco se ne accorge. La crisi ha effetti devastanti sulle altre economie perché sono tra loro molto interconnesse. Ma dare la colpa al denaro – che è solo uno strumento – mi pare fuorviante.
5) autodistruzione del mondo; sì, penso che il problema esista. Solo che paradossalmente per risolverlo bisogna andare proprio nella direzione che Zeitgeist paventa, quella cioè di un unico governo mondiale (o quanto meno di uno stretto concerto tra le nazioni del mondo). A cosa serve che noi stiamo attenti a non inquinare, se il vicino può farlo impunemente? le nazioni sono tante, ma il mondo è uno solo. Faccio solo presente che il tanto vituperato Occidente è anche quello che – per il tenore di vita raggiunto – inquina di meno. Certe produzioni qui da noi non sarebbero consentite (per come le si fa adesso altrove). Andare a imporre i nostri standard a gente che muore di fame è anche abbastanza illusorio e direi fino ingiusto. Di nuovo, paradossalmente, il sistema più veloce per imporre certe metodologie di produzione meno inquinanti passa proprio attraverso le multinazionali: loro vanno nel terzo mondo per fare come gli pare, ma per un governo o per l’opinione pubblica occidentale sarebbe molto più facile fare pressione su una multinazionale che sul governo di uno stato straniero. In effetti questo – anche se in minima parte – già succede.
6) lavorare meno: nonostante tutto lavoriamo molto meno, e il tempo che passiamo qui a cazzeggiare lo dimostra. E non perché ci siano schiavi a lavorare al posto nostro: ci sono degli schiavi, che vivono poi quello che l’Europa ha vissuto tipo 100-150 anni fa. Ma non è per via degli schiavi che lavoriamo di meno, ma perché la nostra produttività è nei secoli – e nell’ultimo in modo particolare – aumentata esponenzialmente. Produttività, non produzione: è aumentata pure questa, ma neppure mi sembra vero che questa sia la tendenza nelle nostre società: parecchi dei nostri mercati sono saturi e sono mercati di sostituzione. Piuttosto c’è uno scivolamento a comprare meno beni e più servizi (che vanno da servizi all’impresa fino al massaggiatore: lo sport è un’invenzione moderna (guarda quando sono state fondate le squadre di calcio). Secondo te, un contadino con la schiena rotta, ha voglia di fare un po’ di jogging? Insomma, non per fare l’ottimista, ma stiamo molto meglio di cinquanta anni fa. Tra l’altro è questo che è profondamente stupido nel progetto Venus: si concentra su denaro (senza capirlo), su beni e su risorse. E tralascia la vera ricchezza: i servizi e soprattutto il tempo.
7) io cosa credo?: boh… se lo sapessi. In fondo da qualche mese ho ’sto blog. Ci chiacchiero di quello che mi interessa. E chiacchierando – anche solo con me stesso se proprio nessuno mi caga – mi schiarisco le idee. Cosa penso di quello di cui stiamo chiacchierando te l’ho detto. Il resto, non so… cosa intendi?
***
Quanto alla tua scrittura, boh… non mi sono accorto di chissà quali errori o sgrammaticature. Poi questo mio non è mica uno spazio per mostrare quanto si è bravi a scrivere. Ekko, se kominciavi a skrivere kosì, xché è il tuo stile… magari infarcendo il discorso di faccine e smiley, beh… sono tollerante, ma non mettermi alla prova!
Curiosità: perché parli tre lingue? sei in giro per il mondo?
saluti,
Alberto detto
Accidenti! ..hai le idee abbastanza chiare. L’unico governo mondiale mi piace, solo che se continuiamo così sarà l’unico governo americano. Io sono un po’ aborigeno nella concezione dello stile di vita (te lo dichiaro), non rifiutando il progresso ma sapendo che la tecnica l’ha rubata Prometeo per noi, e Zeus ci ha punito nel potere di gestirla… Quindi semplicemente ci vado coi piedi di piombo.
Sì, lo stile di vita è migliorato negli ultimi secoli ma sappiamo tutti e due che la rivoluzione industriale si porta appresso un po’ di merdina (alienazione, concetto di lavoro, di uomo, di progresso, ecc..). Io personalmente mi sono detto “fanculo, non lavorerò 8 ore al giorno” (e prima ne lavoravo 10) e preferisco condividere l’alloggio con 3 persone, pagare un affitto misero ed avere il tempo di scriverti una mail, di oziare, di fare il lavoro che mi piace anche se lo stipendio è da fame, poche ore, di essere libero di relazionarmi con chi mi pare per quanto tempo mi pare, di avere tempo per crescere un figlio ed essere presente, per stare chiuso con la mia ragazza per 6 ore in una stanza senza dover pensare al prossimo impegno. Quando esci dalla stanza sei 10 volte più produttivo, e qualsiasi cosa la fai con gioia… eh..
Riguardo al terzo mondo, anch’io non ci perdo il sonno ma quando raccoglievo le storie personali delle vittime di guerra e tortura di Congo, Nigeria, Somalia, Gambia ed Afganistan, ti assicuro che l’occhio facevo più difficoltà a chiuderlo.. Anche perché dovevo informarmi personalmente e verificare quanto più possibile le testimonianze.. Vivo con più gratitudine da allora ma anche con un filo in più di spessore o partecipazione vicino a questo argomento (fosse anche solo diletto dell’intelletto e del cuore) e quando penso agli spostamenti dei fondi, agli aiuti umanitari, alle esportazioni di democrazia, ti giuro che mi sale la carogna. Ne ho sentite di tutti i colori e guardavo negli occhi le pesone che mi parlavano…
Fidati, c’è MOLTO più marcio di quello che crediamo.
Si, sono stato in giro per l’Europa ma adesso mi sono fermato a Barcellona e metto un po’ di radici. Dico che mi sono fermato perché l’impulso al viaggio rimaneva forte ma mi sono reso conto che stavo inseguendo chimere senza sedermi un attimo e guardarmi attorno in qualsiasi posto fossi, correvo.
Ancora corro, ogni tanto… dicono che è il mio gruppo sanguignio, lo “zero”, che è quello dei Neandertaliani (correvano tanto, cacciavano e mangiavano carne, anche cruda), ma io mica son convinto… qua c’è un bel peccato capitale che mi guarda e mi saluta: la “gola”. Voglio di più, voglio il nuovo, penso al piacere successivo senza godermi il presente, sostanzialmente e.. sì, mi son fermato a Barcellona che è stupenda, a mio avviso. Oggi, qua, parlo un po’ d’italiano, castellano e sto imparando il catalano… il guaio è che conosco anche il francese e sono di origini piemontesi (dialetto). Quindi c’è una mescolanza difficile da chiarire che, quando parlo si intreccia su se stessa e tiro fuori frasi con grammatica castellana, parole catalane, pronuncia francese ed un tocco di stile luminoso negli occhi: piemontese. Una favola.
..i castellani arrivano dai Visigoti, sai? Glie l’ho detto ai Catalani che devono stare attenti, che con quelli non la spuntano.. ma la gente è testarda.
E tu che combini?
Alessio Margutta detto
Mah… sai sull’alienzione in fabbrica, io non la conosco di prima mano. Ho lavorato in industrie manufatturiere ma da impiegato, non sulla linea, quindi non posso dire. Però non ho avuto l’impressione che gli operai fossero particolarmente alienati. Comunque non più di me o di tutti gli altri. E poi mi ricordo sempre di quello che raccontava mio nonno, che piuttosto che fare il mezzadro aveva falsificato la carta d’identità pur di poter lavorare in fabbrica: pagavano di più, stipendio che non dipendeva da una grandinata, e l’alienazione gli faceva evidentemente un baffo. Fabbrica e ambiente di lavoro degli anni Trenta, quindi puoi immaginare. Non mitizzerei il buon tempo andato, visto che chi l’ha vissuto non lo racconta proprio come un’età dell’oro. E basta anche guardare alla vita che fanno oggi nei nostri paesi i camionisti, o i carpentieri… mah…
Guerre, genocidi, ecc. mi è ben chiaro che ci sono spesso grandi interessi in gioco e c’è sempre chi di una guerra o di un disastro fa un affare. Ma per citare due massacri che difficilmente possono essere addossati all’Occidente, pensa al Ruanda o – senza andare tanto lontano – ai Balcani di 15 anni fa: se li sono fatti in casa. E quella in Ruanda è stata – nei modi e nei numeri – una vera carneficina. Adesso qualcuno mi smentirà, o tirerà fuori qualche storia coloniale, o qualche storia dell’Impero Austro-Ungarico… si può andare a ritroso quasi fino all’uomo di Neandertal, ma non mi pare che l’Occidente o le multinazionali o qualche interesse economico abbiano avuto un ruolo diretto nella faccenda. Mah… è un discorso che porterebbe molto lontano.
In Spagna sono stato quest’estate, però nel Nord – Léon e Galizia: mi sono fatto con mio fratello il cammino di Santiago (da Léon, che sono pur sempre 300 km). Doloroso! ah se ci penso, mi viene male solo a pensarci! Però una bella esperienza. Se hai tempo, te lo consiglio (rigorosamente a piedi!)
Saluti,
Alberto detto
Sì, il cammino di Santiago è in programma. Certo, a piedi. Ho conosciuto diverse persone che me ne hanno parlato molto bene.. mi piacerebbe, insomma.
Che fortuna poterlo condividere con tuo fratello, no?
Io tra quel che mi ricordo di sociologia (la rivoluzione industriale) ed antropologia (le storie colonialiste) la penso abbastanza diversa da te. Direi opposta e così tanto opposta da contemplare la veridicità di entrambe le nostre posizioni (per essere un po’ alchemico, alla Gurdjieff, che dice che le verità profonde sono tali quando è vero anche il loro opposto).
Sia ben chiaro, che l’esperienza di tuo nonno non la metto in dubbio, anzi.. ma le consequenze sono sociali ed il concetto stesso di uomo e di lavoro, sono mutati, ed a partire dal 1750 il SENSO del lavoro veniva perduto; questa è la vera alienazione. E nel 1800 erano il doppio, le ore di lavoro, con gente sospesa a mezz’aria con gli imbraghi per permettergli di usare tutti e 4 gli arti nel lavoro.
Mia nonna lavorava nei telai a 9 anni (traumatizzata a vita), il mio bisnonno invece era un disertore, e l’han beccato e messo dentro (in carcere si è fatto una cultura). Mio nonno era un artigiano, ed ora ha 101 anni (novembre 1907), non sa cos’è una fabbrica ed a 92 anni mi portava a sciare…possono essere tanti, gli esempi delle vecchie generazioni, cosa vuole dire?
Io mi fido di persone che dedicano la loro vita a studiare i fenomeni culturali e sociali e poi mi danno un sunto. E i sociologi dicono che la rivoluzione industriale ha avuto certe conseguenze, e gli antropoligi dicono che quando vai in un’altra cultura e la contamini, le consaguenze di queste influenze possono creare disastri. Bada, io non giudico che questo si un male assoluto, ma vedo ed ho studiato la correlazione tra colonialismo e strage in Ruanda, e non posso far altro che constatarla.
Comunque ti appiccico una citazione di Gurdjieff:
http://en.netlog.com/PoundedYam/blog/blogid=2323431#blog
Rimangono domande, dentro di me, ma qualche esperienza posso dire di averla consolidata, e so che quando accendo una lampadina mi permetto un “benessere” (“..percepito”, si dice in sociologia) che quantitativamente risponde ad una legge: più ne ho io, meno ne hai tu. E’ il mondo dei grassi contro quello dei magri, come dice quel coglione di Beppe Grillo. Questo l’ho capito ed è una veritá profonda. Ma questo non implica il mio senso di colpa, entreremmo in un altro discorso.
Saluti,
Alberto.
Alessio Margutta detto
Santiago: sì, bella esperienza. Mi è piaciuto. Però fa male, ti avviso: insomma, chi più, chi meno, ma penso che ognuno si sia fatto del male a camminare ogni giorno per diciamo 30 km con uno zaino in spalla (a meno che non fosse già allenato per altri motivi). Se vuoi qualche consiglio per non rovinarti del tutto, scrivimi in privato: http://urgiddi.wordpress.com/contatto/
alienazione: mah… sono d’accordo che non si può generalizzare l’esperienza di mio nonno (o del tuo o di qualcun altro). Ho solo detto del mio perché certe cose me l’ha raccontate più e più volte. Ovviamente la rivoluzione industriale ha cambiato il modo di lavorare; ha cambiato il modo di vivere perché ha portato ad una forte urbanizzazione; ha cambiato tante cose… secondo me in meglio. Ma qui evidentemente non siamo d’accordo.
la legge: più ne ho io, meno ne hai tu: questo è proprio sbagliato. La tua visione sembra quella mercantilista del boh… XVI-XVII secolo? insomma, se la ricchezza sulla terra è limitata, tenterò ovviamente di accumularne il più possibile; la tua perdita equivale al mio guadagno e viceversa: un gioco a somma zero. Voglio dire che la tua idea non è tanto peregrina, se è stata la politica economica che gli stati europei hanno seguito per quasi due secoli: di qui il colonialismo e le guerre coloniali. Però fortunatamente ci si è accorti – da qualche secolo a questa parte – che il gioco economico non è a somma zero: da un’economia che funziona ci guadagnano tutti. Chi più, chi meno.
Si potrà cioè discutere se la redistribuzione della ricchezza sia equa. Ma per ridistribuirla la ricchezza va prodotta. E con tutti i suoi limiti e storture, nessun altro sistema si è storicamente dimostrato capace di produrre così tanta ricchezza come il libero mercato.
Faccio un esempio da prendere con le molle: immaginiamo che l’Occidente smetta di sfruttare le risorse minerarie dei paesi del terzo mondo (perché ad esempio riconverte l’intera produzione di energia in energia solare). Mi spieghi cosa se ne fanno questi paesi dei loro enormi giacimenti di petrolio, bauxite, diamanti? Niente. Il petrolio e i minerali erano lì da milioni di anni, senza che nessuno sapesse farci alcunché. Sfruttamento da parte nostra? Può darsi, però qualcosa paghiamo pure per questo sfruttamento. Ora, si potrà discutere se paghiamo abbastanza, se lo scambio sia equo, quanta parte delle risorse torni a vantaggio delle popolazioni locali. Fatto sta che qualcosa ci finisce, e che questo qualcosa non è zero. Lo scambio insomma non è un gioco a somma zero: ci guadagniamo molto noi, forse troppo. Forse paghiamo una miseria. Si può discutere della misura, non del principio: e se pensi che questa legge: “più ho io, meno hai tu” sia vera, beh, a costo di offenderti, te lo dico chiaro e tondo: non hai capito niente. E’ la stessa mentalità del predone.
[storicamente poi il mercantilismo ha in effetti portato al colonialismo prima - con scontri contro i nativi per accaparrarsi le risorse - e in seguito a guerre coloniali tra le potenze coloniali tra di loro: logica conseguenza di una premessa sbagliata, quella che il gioco sia a somma zero].
Insomma, quando accendi una lampadina fai male solo al tuo portafoglio ma non togli niente a nessuno. Anzi.
Think about it!
Alberto detto
Mi hai scritto “Think about it!”.. e mi hai fatto ragionare. Ho litigato con la mia ragazza perché sostenevo le tue tesi. E’ vero, quando accendo una lampadina non tolgo niente a nessuno.
Ma non so se la metafora che volevo evocare è stata la stessa che hai evocato tu.
Non ha importanza.
Sai, pensando al libero mercato.. mi vengono associazioni negative ma sono cosciente che c’è qualcosa di distorto nel mio pensiero.
Però è tanto forte la sensazione di aver perso la solidarietà organica d’un tempo,
è tanto folle il mondo che mi circonda,
è così pieno di persone che lavorano 11 mesi per riposarne uno,
è così assurdo notare che la maggior parte delle persone non riesce a riposare nel silenzio della propria mente,
sono così tante le persona che non si sanno abbracciare davvero,
Così poche le persone che parlano di scintilla divina, nonostante, come dici tu, “le cose sono migliorate rispetto ad un tempo”.
Migliorate per cosa? Per continuare credere che non c’è nessun problema se accendo la mia automobile, mi metto in coda e vado a lavoro?
Qualsiasi discorso razionale a riguardo mi sembra vano.. la ragione mi tira dalla tua ma… devo appellarmi a cose che ho letto e che mi hanno colpito, e che forse non riesco a trasmettere se non ti guardo negli occhi, con le mie parole. Sai, leggiamo gli antichi Greci ma loro mica si scambiavano i libri, loro si guardavano neglio occhi e ad un discorso era associato un luogo in cui passeggiare; ad un pensiero era soociato un rituale.
Siamo noi quelli moderni.. mah..
Penso ai Veda, alla cultura Maya.. poi penso a Tremonti, al libero mercato..
Poi penso che gli schiavi ci sono sempre stati.
Mi viene quindi in mente una canzone di De Andrè, che mi permette di non perderci il sonno (sulla follia del mondo), perché so che tutto andrà per il meglio:
[...] Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà fummo traviate.
[...]Uomini cui pietà non convien sempre
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.
Uomini, poiché all’ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.
Si potrà cioè discutere se la redistribuzione della ricchezza sia equa
Penso che a questa frase non debba aggiungere commenti.. forse uno, perché mi coinvolge personalmente: la mentalità del predone è quella in cui siamo immersi, secondo me.
Io punto al cuore del predone.
Però fammi gli auguri!
E’ tutto ciò che sento di poter fare, prima per me e poi per gli altri. Con qualche dubbio, chiaro.. Ma la vita è sempre confusa.. tu sei il primo ad aver un blog “boh.. non so”.
Detto questo, potrei anche essere arretrato tipo XVI secolo, od anche peggio.. perché il Medio Evo ha il suo fascino, a parer mio. Non certo per l’igene…
Ti sento molto in linea con lo sviluppo ed il progresso… benessere.. percepito.
Sempre a proposito ho bisogno di appellarmi a voci in aiuto alla mia prolissità ed alla mia limitatezza. Questa l’ha scritta durante il casino con la TAV, in Italia, Stefano Benni (tagliata un po’ per non andare fuori tema):
Si dicono moderni, ma in realtà vogliono riportare il mondo indietro di milioni di anni.
Sono gli uomini delle caverne, gli estremisti del nuovo potere economico .
La loro mentalità è paleolitica : il mondo è del più forte, la clava è il profitto, e la terra è una preda.Si distinguono perché si battono minacciosamente il petto gridando lo slogan: “Grandi lavori“. Amano scavare nuove caverne e gallerie per farci passare un supertreno superveloce ma non sanno costruire un normale, decoroso treno per i pendolari. Perché una delle loro paleobugie è questa : una cosa fatta male che va più in fretta è meglio di una cosa fatta bene che va più piano.
Sono eiaculatori precoci, che non ce la fanno a godere del mondo.
Stupidi e avidi, pitecantropi e pidueantropi, insistono in un progetto ormai fallito, un modello di sviluppo che non riesce più a progredire, ma solo a riportare indietro la qualità della vita di tutti.
Grugniscono: “non ci lasceremo intimidire”, si dicono moderni e chiamano gli altri arretrati.
Togliamogli dalla bocca questa bugia.
Arretrato è chi sceglie il progetto che piace agli affaristi e ai mafiosi.
Moderno è chi sceglie il progetto migliore.
Arretrato è chi fa propaganda a ciò che ha già deciso, come tutti i vecchi dittatori.
Moderno è chi lo fa discutendone prima.
[...]
Vendere un biglietto dove è segnata un’ora in meno da Milano a Napoli e poi fare tre ore di ritardo, è un vecchissimo trucco.
Arrivare in orario da Milano a Napoli sarebbe una trovata modernissima.
[...] gli uomini delle caverne sono furibondi: perché hanno di fronte una civiltà superiore. Gente che sa vedere il mondo come un organismo vivo, non come a una materia prima, e sa pensare a un futuro. Perciò mille volte più moderni e realisti di loro.
E adesso, pitrecantropi onorevoli e/o affaristi, andate pure nel vostro ristorante preferito a mangiare la tartare di mammuth, a parlare di dividendi, a far bancarotte e speculazioni. Ma dalla manica della giacca blu, spunta il pelo.
Chiamatevi col vostro nome: siete uomini delle caverne quotati in borsa, negli ultimi anni avete scavato un tunnel , e adesso non sapete come uscirne. Usate pure la clava e il manganello , ma non dite che è in nome del progresso.”
Sarà anche libero il mercato, ma solo per la sua denominazione.. perché a me sembra tutt’altro che libero.
Ed ho una gran voglia di ritirarmi in campagna, come dice Gaber, “la lontananza, è l’unica vendetta ed è l’unico perdono”.
Solo che sono troppo giovane per farlo.
Saluti.
Alberto.
Alessio Margutta detto
Spero tu stia scherzando. Non avrai mica davvero litigato con la tua ragazza per ’sta roba, vero? non ne vale la pena.
Poi a me piace discutere, anche animatamente, anche litigare. Ma sempre con le idee, mai con la persona. Anche se è facile travisare, visto che le idee non vanno in giro a mezz’aria da sole, ma c’è sempre una persona a sostenerle.
Su Tremonti che tu nomini en passant… mah… io mi ero letto l’anno scorso “La paura e la speranza”, che è del marzo 2008 ed è stato scritto – ovviamente – almeno qualche mese prima. Insomma, prima che succedesse quello che è successo e sta tuttora accadendo. Io – da schifoso liberista quale sono – mi trovo più d’accordo sulla seconda parte del libro, quella sull’Europa e sul Cristianesimo, che sulle critiche di Tremonti alla globalizzazione o al “mercatismo”, come lui lo chiama.
Ad ogni modo, dai un’occhiata a questo:
http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=10344
Secondo me – tiro ad indovinare – ti troverai d’accordo e scoprirai forse un Tremonti che non conoscevi. E se non tu, la tua ragazza.
Poi se vuoi leggere il libro, ti dico che è facile da leggere. Non è scritto un gran che bene, ma si lascia leggere senza problemi.
De André piace anche a me, soprattutto Non al denaro, non all’amore né al cielo. A me gli anarchici sono sempre stati simpatici. Io in fondo penso di essere un liberale, cioè quanto di più vicino ad un anarchico, ma socialmente presentabile.
TAV guarda, il treno io non lo prendo quasi mai; leggo che i pendolari a Milano sono incazzati neri da quando c’è il Frecciarossa (Milano-Roma), perché ha scombussolato, senza migliorarla, la mobilità locale. Ci credo. Davvero non metto in dubbio. Tuttavia: è abbastanza evidente che un tracciato dedicato per l’alta velocità porterà ad un decongestionamento della rete rimanente, consentendo quindi – purché qualcuno le paghi – più corse e maggiore puntualità. Aspettiamo un attimo, prima di criticare (il FrecciaRossa c’è da tipo un mese e mezzo). Quando il tracciato Milano-Roma sarà completato al 100% – qualcosa tipo l’anno prossimo – il treno sarà un concorrente imbattibile per l’aereo: tre ore e mezza da Centrale a Termini, a circa 100 euro. Voglio vedere che fine fa la navetta Linate-Fiumicino, che non riuscirà a competere né in termini di tempo (a Linate o a Fiumicino ci devi arrivare, mezz’ora prima dell’imbarco), né in termini di spesa (Fiumicino non lo so, ma a Linate o ti ci porta qualcuno, o prendi il taxi che costa un delirio, oppure l’autobus però ci impieghi quello che ci impieghi). Insomma, un vantaggio per tutti. Aggiungo anche che qualcuno i treni li deve pagare: o li sovvenziona pesantemente lo Stato – come fa qui da noi; oppure si aumentano i biglietti. Siccome vivi in Spagna, lo saprai tu stesso; ma visto che io un po’ in Europa ho girato, so che i prezzi italiani sono stracciati rispetto a Spagna, Germania, Austria e Inghilterra (per dire i paesi dove mi è capitato di viaggiare in treno).
TAV a parte, l’Italia ha un ritardo infrastrutturale incredibile. Sarà trent’anni che non si costruisce niente in infrastrutture. Non ci si muove più. Adesso aprono – mi pare questo fine settimana – il passante di Mestre. Io ci sono dovuto passare spesso: era un incubo. 20-30 km SEMPRE intasati.
http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_07/mestre_inaugura_passante_ecologico_26b724ae-f4e9-11dd-a70d-00144f02aabc.shtml
Insomma, ti deluderò un’altra volta, ma i no-tav, no-nucleare, no-autostrada, no-niente non li sopporto. Non li sopporto perché egoisticamente non ho voglia di passare un’ora in fila a Mestre. Ma se poi pensi che tre colonne di auto ogni giorno stanno in coda, bruciando gasolio senza muoversi, ti rendi conto che oltre che ai nervi e al portafoglio la cosa non fa bene neppure all’ambiente. Discorso simile con le centrali nucleari: a parte che io egoisticamente voglio l’elettricità ad un prezzo ragionevole e non ho voglia di lavorare solo per pagare la bolletta. Ma a parte questo: saranno pericolosissime, ci sarà il problema delle scorie (che sono comunque tipo un centinaio di tonnellate all’anno; per dare l’idea: un camion porta 25 tonnellate…). Una cosa però le centrali nucleari proprio non lo fanno: e cioè non emettono niente nell’atmosfera. Cioè sono da un certo punto di vista molto più pulite di quelle a carbone, a gasolio, ecc. Ben venga l’energia solare, quella eolica, geotermica, dalle maree. Ben venga tutto. Solo che l’elettricità io la vorrei adesso, e non tra trent’anni. E – per l’impressione che mi sono fatto io – queste energie rinnovabili non sono ancora competitive sul piano economico e comunque dipendono dalla volontà del buon dio: dal sole, dal vento, dalle maree… insomma, penso che una produzione di energia da fonti tradizionali continuerà a coesistere a lungo accanto a fonti rinnovabili.
Lo sapevi che l’allevamento dei bovini immette nell’atmosfera più CO2 delle automobili?
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_febbraio_07/claudio_colombo_le_mucche_inquinano_piu_del_traffico_9b6af232-f4ec-11dd-a70d-00144f02aabc.shtml
Anche qui: ma porca miseria, manco fossi uno che senza la bistecca non è contento. Carne ne mangio poca. Ma che non mi si risponda all’inquinamento dei bovini con una dieta vegetariana!
E’ per questo che i no-qualsiasi-cosa, verdi, ecologisti, animalisti, ecc. mi stanno sulle palle. Uno fa la TAV, e gli dicono: no, pensa al trasporto locale; vuole fare le centrali nucleari: no, fai il solare; vuole una bistecca: no, mangia insalata. Ma io voglio mangiarmi un cheeseburger adesso, sul Milano-Roma e senza pagare una follia per il biglietto.
La prova migliore l’hanno data a Napoli e dintorni, quando non hanno voluto gli inceneritori. A parte l’immondizia per le strade; ma non è chiaro che l’immondizia da qualche parte finiva comunque e visto che se ne produce, allora tanto vale smaltirla ordinatamente? bisogna fare la raccolta differenziata e riciclare. Vero, vero, verissimo. Ma sempre meglio un inceneritore che l’immondizia sotterrata, nessuno sa dove, per le campagne campane, no?
Insomma, sarò un inguaribile ingenuo e un inguaribile ottimista. Divento sospettoso solo quando qualcuno mi spiega che i problemi non esistono e che c’è solo una cricca di persone cattive e irresponsabili che li causano ad arte. Eliminata quella, sparirebbero anche i problemi. A me sembra invece che chi ragiona così non si sforzi neppure di capire quanto il mondo sia complesso, e che cerchi solo un capro espiatorio (politici, banchieri, la finanza, i governi, ecc.).
Bah… sono prolisso anch’io. E’ che non prendo sonno…
***
Chiudo: il mio blog penso resterà “boh… idee varie”; ma tipo ieri o ieri l’altro ho cambiato il motto da “boh… non so” in “/mnt/brain”
Non so, lì per lì mi piaceva. Vedremo.
E comunque il “non so”, non aveva niente di socratico; semplicemente quando ho aperto il blog, volevo aprire un blog e basta. Mi hanno fregato tutti i nomi a cui avevo pensato (ma ti sembra che urgiddi sia un nome???). Non avevo voglia di spremermi le meningi a riempire la maschera con qualcosa di sensato. Insomma, pigrizia. Niente Socrate. Che tra l’altro mi è sempre stato antipaticissimo. Ma girati la scena: tu sei in piazza ad Atene che ti stai facendo due vasche, stai cazzeggiando con gli amici e ti stai bevendo un bicchiere di vino, e ti arriva uno che ti interrompe e fingendo una finta modestia attacca:
Socrate: – “Ma cos’è il bello?”
Tizio al bar: – “non lo so, stiamo parlando di gnocca, non ci interrompere”
S: – “a maggior ragione! Come puoi riconoscere una bella ragazza se non sai cos’è il bello?”
T: – “sì… vabbè… toh, qui sono due dracme…” – e rivolto agli amici “dove eravamo?”
S: – “no, niente soldi. Io parlo del bello. Non lo sai cos’è il bello, vero? e come puoi allora parlare di gnocca?”
T: – “ah che palle! dimmelo tu cos’è il bello allora!”
S: – “ah,” dice Socrate con faccia seria: “io non lo so. So di nulla sapere”.
Quello che Platone si è ogni volta dimenticato di riferire nei suoi dialoghi è come si concludevano queste conversazioni di Socrate: con dei sonori, “ma allora vaffanculo tu e il tuo bello!”.
Vabbè… vado a nanna.
Saluti,
Alberto detto
Si, abbiamo litigato ma soft… eh.. discutere solo con le idee non è semplice. Io m’incendio quando percepisco che l’altro non si mette in discussione.. Ma forse è proiezione.. ah! ah! (Jung)
..Vada per il cheeseburger sull’astronave, mi hai convinto. Socrate però è simpatico (ho appena finito il Fedro, qualche giorno fa, è un libro che parla d’amore, anima e sesso). Mi piace il mito dell’auriga, le passioni dell’uomo, i contrasti.. fantastico.
Comprendo la necessità dell’immediatezza (energia, beni, ecc..cito “l’elettrictà io la vorrei adesso, e non tra trent’anni”) ma ora vado a pescare la tua proiezione (perché ti stai tirando fuori da un atteggiamento tremendamente umano).
cit. “A me sembra invece che chi ragiona così non si sforzi neppure di capire quanto il mondo sia complesso”
Il bambino, non comprende la complessità, no? Questo però è un po’ il rischio di chi tappa il “buco rifiuti” con un nuovo inceneritore. Risponde alla stessa legge, ed è sottoposto allo stesso rischio: ossia quello di “non sforzarsi di comprendere una complessità”. E’ facile che il sindaco X, risolto il problema “buco rifiuti”, si dedichi ad un’altra pratica e depositi nel dimenticatoio la faccenda, che si riproporrà 10 anni dopo, tale e quale. C’è un branco di no-questo, no-quello, no-cazzi, che s’impunta dicendo: “Sindaco, guarda che il mondo è più complesso, l’inceneritore è una cazzata”.
Il fatto è che le due parti possono sostenere entrambe la veridicità delle loro tesi (spesso) e che l’unico mezzo che può incanalare energie (forse creare la realtà) è la fede. A volte la fede è fatta di pregiudizi, a volte è intuizione, a volte è la nostra salvezza, ma sempre di credenze si parla.. ed io, tutto questa roba la chiamo “esperienza”.
Per questo sono un po’ disinteressato nei confronti della politica (esserlo ha i suoi pro e i suoi contro).. in internet mi informo su yutube guardandomi “blob” ed in “Passaparola” di Travaglio (quando non ho ancora acidità di stomaco) ma come noti dalle mie fonti sono più attratto dall’intrattenimento che non dall’informazione ad ampio raggio ed imparziale. Sono disinteressato di economia, mi gratifica di più la numerologia… Sempre per il discorso della fede… E credo che andare a fare massaggi in un ospedale un paio d’ore alla settimana possa darmi quello che nessun lavoro ultra-stipendiato potrà mai darmi.
Ah, mi hai linkato un video sull’abrogazione del comma n° 5 di stoca..o, che mi sono pippato perché l’immigrazione m’interessa molto, però credo che volessi farmi leggere/vedere altra roba, di Tremonti neanche l’ombra (la Gruber s’era rifatta le labbra vero? sembra una mummia riportata in gioventù da una congrega di streghe.. mah, un colpetto..). Ho letto la recensione del libro e sembra interessante, mi hai fatto ridimensionare Tremonti. Ma non sono uno che si legge un libro sull’economia, preferisco l’astrologia, mi sembra più concreta (e mi sembra che esplori complessità “più redditizie”). Viva i Babilonesi!
Anarchico-liberale, sei!
(Alle ultime elezioni non ho votato, ero in un rifugio in montagna). A 17/18 anni ero un fascistone (palestra di thai boxe con all’ingresso il mezzobusto di Mussolini, istruttore con la svastica cucita sui pantaloncini, un incubo a pensarci adesso ma sorrido), volevo andare in accademia militare.. poi ho fatto una vacanza di 40 giorni ad Ibiza (tipo cristo nel deserto), e due mesi dopo mi sono innamorato sul serio per la prima volta. ciao-ciao accademia… ciao-ciao certezze.. finalmente scoprivo un coraggio che nasceva dall’interno e non da un corso di sport da combattimento o da una ideologia.
Io mi definisco sempre ottimista ma vedo che non sono l’unico (meglio così.. troppi visi lunghi per le strade..) però il mio orientamento politico è il “disinteressato causa fede in altre cose”.
E… sì, credo nel cambio individuale.
L’ho detto.
Dovevo dirlo.
Questa è la mia fede.
Però è quella di questo periodo della vita, che magari darà i suoi frutti per futuri miglioramenti della società.
Me la monto bene, eh?
Stammi bene anche tu.
(se mi pianifico Santiago ti chiedo due dritte in privato)
Alberto
Alessio Margutta detto
1) Ma in effetti i dialoghi di Platone sono carini. E’ Socrate che mi sta sulle palle.
2) Tremonti: ho verificato il link. E’ giusto: il video di otto e mezzo parte automaticamente in centro alla pagina, dopo una breve pubblicità (10 secondi). Vivrai benissimo anche senza vederlo. Però credo che lo avresti trovato interessante. Amen.
3) io ho girato tipo un anno con la svastica sulla cartella di scuola; proprio ben disegnata, in campo rosso. Non so, avevo forse 12-13 anni. A pensarci oggi mi stupisco che nessuno mi abbia legnato a sangue. Anche dai professori manco un accenno: boh… non so cosa accadrebbe oggi, che sembra che siamo tutti ipersensibili a ’ste cose. Boh… mi sa che non ci credevo neppure allora. Anzi, sono sicuro di non averci creduto manco allora. Solo che mi stavano sulle palle quelli con il Che, la kefiah, ecc.
4) scrivimi se vai a Santiago. Consiglio davvero: bellissima esperienza (anche se dolorosa).
Saluti,
Alberto detto
Link Tremonti:
Giuro che ho cliccato tre volte, ieri e per tre volte mi ha aperto un altro servizio.. misteri della rete.
L’ho guardato e, a parte l’alzabandiera comico che mi ricorda la tua svastica nello zaino a 13 anni, mi è sembrato tutto interessante. Non so quando parla di valori a cosa si riferisce bene. La mia cultura umanistica ha SETE di dettagli ma la la mia cultura tecnica è stata sfamata.
Ho sentito fare critiche dure a vecchie strategie e nel contempo parlare di soluzioni tramite i dazi ma confido nell’organicità del pensiero di Tremonti.
_______
Mi hai aiutato, facendo un sunto del nostro scambio finora, a non ragionare sulla realtà che mi circonda in termini di angeli e demoni, se non fosse stato per te mai avrei ascoltato per intero una intervista di Tremonti. Quindi, grazie.
Quelli del Che e con la kefiah, io non li capivo perché non conoscevo il significato dei simboli. E probabilmente non li conoscevano neanche loro e li utilizzavano, come te sul tuo zaino. Certo era utile cercare una certezza che potessa darci forza.. poco a poco la più forte mi sembrava l’ordine, la disciplina, la determinazione, la forza stessa, la vittoria nella lotta, ed ho associato questi “valori” al fascismo. Ma faceva parte com’è chiaro di un immaginario più che di un sapere.
E ci siamo ancora dentro,a questo dramma: il mondo è adolescente e sta crescendo, credo che le cause delle guerre mondiali siano ancora lì che reagiscono alchemicamente tra loro..
Quando sento parlare di valori ho sempre paura che sfoci nel nazionalismo. E non ho fede nel nazionalismo. Tra tutti i discorsi di indentità e preservazione dei popoli.. è un casino e forse ne parleremo meglio un giorno.
Anche se conservo la mia fede, credo abbastanza diversa dalla tua, ti sono grato per avermi fatto vedere “la religione” di zeitgeist ed avermi dato spunti critici al di là del pregiudizio.
Ci si scrive,
Ciao
Alberto
Federico Pistono detto
Ciao!
Il 15 marzo, la giornata mondiale di Zeitgeist, si sta avvicinanado. La comunità mondiale è in fermento, il sito internazionale Zeitgeist Movement comprende più di venti lingue, ogni giorno vengono aggiunte ed integrate traduzioni, l’obiettivo è di arrivare a coprire sempre più lingue e di conseguenza il maggior numero di persone possibile nel Mondo.
Sono stati aperti Forum di discussione e Wiki per organizzare gli eventi e la conoscenza globale sui temi trattati. Quindi non c’è più il problema di autoreferenzialità, micrositi e via dicendo, è possibile usare la stessa piattaforma a livello mondiale, gratuitamente.
Tramite la pagina Wiki delleo Z-Day in Italia potete rimanere aggiornati costantemente su tutte le novità, i luoghi in cui verranno tenuti gli Z-Day, file da scaricare, DVD, materiale operativo per organizzare una proiezione e una giornata di discussione nella vostra città, mappa degli eventi e molto altro.
Ecco una bozza che abbiamo realizzato noi Grilli biellesi, siete tutti invitati all’evento del 15 marzo 2009, Museo del territorio, Biella, ore 20:30.
Poster stampabile ad alta qualità
Pagina Italiana della Wiki Z-Day 2009
Mappa Italiana deli eventi
Alessio Margutta detto
ma ci sono anche i panini con la porchetta e un po’ di vino?
Scherzo. A me di ’sto Zeitgeist – e in genere di tutte le teorie complottiste e cospirazioniste – non me ne può fregare di meno perché non ci credo. Però, se qualcuno ci andasse e mi scrivesse poi un breve resoconto degli eventi…
Alberto detto
Sento puzza d’istituzione… ma se c’è la porchetta! ..ci si può pensare. Comunque, l’addendum lo vendono come “sconvolgente”, io mi chiedo in che pianeta vivesse prima, la gente che s’è sconvolta.
Alessio, m’hai convinto, Zeitgeist è una nuova religione.. che paura!!!
Alessio Margutta detto
@Alberto:
mi sbaglio o mi avevi detto che sei di origine piemontese? su, sono a Biella. Per te sono due passi!
mi accorgo solo adesso che il tuo nome linka a: http://tanties.wordpress.com/
E’ tuo il sito?
Saluti,
tanties detto
Si, mi sun piemunteis.. e ‘m pias la bagna cauda.
Per Biella la vedo dura perché vivo a Barcellona… e magari anche qua faranno prima o poi uno z-day.
Sì, “tanties”, l’ha messo in automatico negli ultimi commenti.. perché scoprendo wordpress, poco a poco mi son fatto una vetrina per il mio lavoro qua… lo so che é misera ma per ora é sufficiente. Sarebbe “tantien” ma un portoghese m’ha anticipato, y como que estoy en España.. es..
E tu dove vivi? Distante da Biella?
Se vogliamo scriverci, ogni tanto, e non vuoi mescolare nel blog, a me fa piacere, la mia mail é tantien.es@gmail.com
Alessio Margutta detto
Mi sun anche piemunteis, da part de me mâre; capì, el capisc, ma sun nènt bon a parlèle! (come immagino si noti…). E adesso sono a Milano.
OK… magari ti scrivo. Oppure quando vuoi scrivimi tu: http://urgiddi.wordpress.com/contatto/
Saluti,
Ruby detto
Ciao, leggete un po’ “i re pellegrini” di Gilbert, “la vera storia dei re magi” di Centini e “la chiave di Hiram” di Knight/Lomas, con “il mistero di orione” di Bauval/Gilbert. Mi piacerebbe davvero parlarne con voi, io dal punto di vista delle stelle e di come usare Stellarium non ne so molto, devo imparare.
Alessio Margutta detto
Guarda, di stelle ci capisco pochissimo anch’io… al liceo astronomia – mi pare fosse nel corso di chimica… può essere?? – non l’avevo studiata un granché. Ed è qui che interviene – almeno per me – Stellarium. Io mi fido cioè che faccia i conti giusti; fai una cosa: scaricalo. E’ gratis, facile da usare e in dieci minuti, massimo un quarto d’ora, hai capito come funziona. Pur capendoci io stesso ben poco di astronomia, di rivoluzioni, precessioni, e quant’altro, ho avuto l’impressione che il programma ne tenga conto. Come? Beh… se ti metti ad una certa latitudine e fai scorrere il tempo indietro – tanto per dire, di venti secoli – vedi che la volta stellata cambia. Quindi qualche conto Stellarium lo fa. Se giusto, non saprei dire, ma scommetto di sì. Nei limiti ovviamente di un programma che non è stato scritto per mandare satelliti in orbita o validare nuove ipotesi cosmologiche.
Quanto ai libri che citi, non li conosco. Non sono un fan di occultismo, misteri e cose del genere. Anzi. Però, se magari ne fai un riassunto in un paio di righe… boh, la prossima volta che passo in libreria ci do un’occhiata.
Saluti,
Ruby detto
ciao! no, niente occultismo, misteri et similia, solo curiosità di sapere perchè in un libro dove la prima frase è “in principio fu il verbo”, una figura come quella dei re magi, la cui importanza è solo quella di “esserci” senza dire niente, in apparente contraddizione con quell’inizio così chiaro e netto in cui si esprime che le parole, il verbo sono quanto su cui si fonda.. beh, è stato irresistibile. tutti parlano nella bibbia, persino gli angeli /arcangeli, il fuoco come espressione di Dio, giobbe per lamentarsi, tutti, ma i magi no. eppure sono importanti, tanto che sono loro a riconoscere con la loro presenza la straordinarietà di quella nascita. Perchè? ecco, da questo ho iniziato a leggere, cercare, cercare di capire più che altro: e che mondo si è aperto. dove le stelle sono così importanti, e ancora, il paradosso, le stelle, loro così mute. che fascino, sapessi quanta ricchezza di animo umano ne è dietro, quanto dell’anelito dell’uomo ad “altro” ne è venuto fuori. come se tutte le culture del mondo volessero parlare, e lo fanno con quel muto sguardo dell’uomo alle stelle, con mille parole disegnate, scolpite, dipinte nella pietra, nel legno, sui papiri, sulla carta. e quando vengono usate parole, quante parole dietro a quelle sono raffigurate, nascoste, inespresse ma presenti. ed è una linea che passa dagli egizi ai templari, dagli armeni all’america, dalla mesopotamia agli gnostici. non finisco più, ho iniziato e il filo si dipana senza sosta.
ho scaricato stellarium, ma già con gli azimutali piuttosto che non mi ricordo più cosa, sto avendo le prime difficoltà: uff, le affronterò. è troppo affascinante, sapessi quanti dei nostri miti, anche i più “tranquilli”, sono debitori e celano miti più antichi, sempre più antichi, e devi seguire il filo correndogli dietro… ciao
Alessio Margutta detto
ah beh… se è così.. proprio ieri sera ho buttato giù un paio di versi:
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Batuttacce a parte, non so se lo sapevi o se ti può interessare, ma avevo letto anni fa da qualche parte – e davvero non mi ricordo più dove – che le stelle e le costellazioni rappresentano per gli antropologi una sorta di test di Rorschach ante-litteram. http://it.wikipedia.org/wiki/Test_di_Rorschach
Insomma, ogni popolo ha unito quei puntini in modo diverso. Astronomicamente le costellazioni non hanno senso, perché uniscono con tratti stelle che tra loro davvero non hanno nulla in comune se non di trovarsi nello stesso spicchio di cielo. Però dicono molto su chi nel cielo ha proiettato quei tratti e quelle immagini.
Stellarium tra l’altro permette di vedere le costellazioni non solo secondo il modello occidentale, ma anche – vado a memoria – secondo quello cinese, giapponese, ecc. Per alcuni – senz’altro per il nostro – puoi attivare anche le bitmap, in modo che oltre alle linee, vedi anche il disegno, per dire, dell’Orsa Maggiore.
Saluti,
tanties detto
In una conferenza di Haim Baharier, ho sentito dire che le buone domande non hanno risposta, e le altre, non la meritano. Poi addolcendosi ha aggiunto che nessun uomo merita che qualcun altro lo privi della propria ricerca.
Credo che chiedersi quale sia il ruolo degli astri nella nostra vita, faccia parte delle buone domande.
Stellarium regala emozioni, quando osservi gli eclissi terrestri, guardandoli dalla luna.. quando ti formi uno schema delle orbite dei vari pianeti del sistema solare ed incominci a comprendere la formazione piatta ed a spirale della nostra galassia. Se la nostra volta celeste fa perno sulla stella polare (griglia equatoriale ci permette di capire meglio) che perno avrà il sole? E magari sarà coincidente con una costellazione? Che significato avrà? O magari sarebbe anche bello mettere una velocita osservabile, con gli effetti atmosferici, prendersi un trip ed osservarsi un paio di mesi in un ora, osservando le lente mutazioni in un ora.
Sono rimasto un po’ deluso ed un po’ (“ecco! lo sapevo che erano tutte cazzate!”) quando ho scoperto che le stelle delle costellazioni, tra di loro non avevano niente a che fare.. dal nostro punto di vista.. e comunque, sì, le associazioni tra le stelle dei pianeti, che formano le costellazioni, si possono anche definire “puramente convenzionali”… che merda..
Ora ho cambiato ottica e non mi sembra una merda, anzi. E’ proprio ciò che ci rende coscienti, comprendere la nostra cultura, il processo di antropopoiesi (http://it.wikipedia.org/wiki/Antropopoiesi), e la consapevolezza non smaschera superstizioni, al contrario, è proprio la via per conoscere sé stessi. La mistica completa quest’ottica, introducendo brevi momenti di intuizione.. e di luce quando l’intuizione è in accordo col mare infinito di coscienza.. Quindi se investiti in saperi millenari come l’astrologia, o l’astrologia antica tibetana, o nei Veda, in cui si cita una posizioni stellare di 95.000 anni fa (PESANTE! considerando che i veda quasi non hanno età ma ci azzeccano.. con quali conoscenze?), ci si rende conto che una sorta di ciclicità (anche se in evoluzione) può essere afferrata grazie all’osservazione delle stelle. E che i fenomeni di cambiamento della configurazione stellare può essere allineata con alcuni cambiamenti nei “fenomeni umani”. Alcuni credono che la matematica sia nata dal desiderio degli umani di comprendere gli astri.
E la matematicità, la numerologia sottostante allo zodiaco. Le 13 lune delle culture matriarcali antecedenti alla cultura del sole.. Sapete che dai tempi dell’antica Babilonia (ritenuta la culla dell’astrologia), le cose sono cambiate un po’.. in teoria, adesso, ci sarebbero 13 segni zodiacali, non dodici.
Il fascino secondo cui Gurdjieff, per esempio, spiega le correlazioni tra il cosmo e l’uomo, senza andare tanto lontano, prima parlando delle maree e della luna, poi della funzione degli organismi viventi, nell’equilibri del sistema solare, e la loro imprescindibile interdipendenza.. io non posso restare scettico. Mi sento quasi obbligato, sento un impulso innato ad interrogarmi sulle connessioni esistenti. Associo e scopro.
Stellarium mi ha permesso di comprendere molte cose e continua ad essere fonte di stupore.
Ma ci vuole fede.
Amen….
No, a parte gli scherzi.
Una chicca per tutte.
Effetto Rosen, Podolsky.. o qualcosa di simile, all’epoca di Einstein (probabilmente giocavano a bocce insieme).
Due particelle entrate in contatto anche solo per un breve istante, stabiliscono una connessione che supera i nostri concetti di spazio e tempo. Se cambio lo stato di una delle due particelle, allontanate previamente anche a punti infinitamente lontani dell’universo, anche lo stato dell’altra particella cambia. E questo è dimostrato scientificamente. Esistono collegamenti che vanno al di là della nostra coscienza. E se ogni popolo ha collegato diversamente quei puntini nel cielo, di notte (postulando che gli astrologi soffrivano d’insonnia, e quindi dovremo filtrare le loro conclusioni), c’erano ovviamente diverse proiezioni verso gli astri.. ma questo non limita il nostro sapere, lo espande. Bisogna darsi una accettata alla testa e smetterla di… volere risposte. Perché le buone domande, non ne hanno.
Il mio destino dipende dalle stelle?
Ruby detto
no, scusa, un’accettata alla testa mi sembra eccessivo… direi che comunque accontentarsi di quando il quadro generale inizia ad avere un certo qual senso e accontentarsi di qualche pur sofisticatissimo dettaglio non è male…
ma capire da quali miti e perchè l’uomo ha iniziato a voler rappresentare il suo universo.. quali idee risultano fondamentali per quanto a volte solo consolatorie.. ma soprattutto, in tutto il mondo si aggira uno schema pressochè uniforme delle idee fondanti, l’uomo ha iniziato a dialogare da subito quindi con i suoi simili per alzarsi dalla mera terra, o indipendentemente si sono delineate le stesse idee, in tempi diversi? la sirio dei dogon? quando fu visibile, le terre di outremer? ed il rito egizio dell’ippopotamo? allora leggere “architettura, tempo, eternità” di Snodgrass dovrebbe bastare, vedere nell’edificato le vestigia della ricerca. ma forse proprio quella luna che non si sa che fa lassù, è bello piano piano vedere che uomini e civiltà ha visto scorrere sotto di sè, e ricercare e capire quei segni nascosti, camuffati, travestiti e disguised che sotto la polvere delle strade o in piena luce ci parlano solo se sappiamo vederli.
tanties detto
L’accettata alla testa era ironico. Sono d’accordo che sotto la polvere delle strade o in piena luce ci parlano solo se sappiamo vederli. Credo che la maggior parte delle volte siano in piena luce.
Ma con quali strumenti cerchiamo?
“in tutto il mondo si aggira uno schema pressochè uniforme delle idee fondanti”
é importante da comprendere ma allo stesso tempo puó ingannare. Si puó pensare ad una tradizione primordiale od a diversi ceppi che sviluppandosi in diverse ere e zone, abbiano creato simili.. bla, bla… ma a cosa ti serve? Tutti siamo Uno. Già lo sai. E se hai dei dubbi ti tocchi le braccia, vedi che ne hai due, ti tocchi le gambe, idem, poi vai agli antipodi terrestri e trovi un neo-zelandese che, anche lui, ne ha due.
Anni fa ho trovato scritto in un post queste parole, che mi hanno colpito:
“quante notti hai trascorso nell’oscurità della tomba iniziatica per vedere la luce che descrivi, quante volte ti sei rigirato sul tuo luogo comune per compiacerti, nella speranza di aver intravisto la strada che porta…
Quante volte hai offeso il miserabile con parole tese al discrimine, quanti sono i termini che puoi a piacimento lavorare per esprimerti.. 1.000…2.000…5.000..20.000 una parola un luogo comune?…la parola…in africa prima di noi… prima… quando i nostri fratelli tentavano con grugniti gutturali di comunicarci le necessità, i sentimenti tentavano la parola… sublimandola fino a renderla espressione, fino a materializzarla su una pietra, una pelle, un graffito.. per renderla eterna, concreta, da toccare. Ora che è tua, che la scrivi in arial o in elvetia… quanti sono i tuoi luoghi comuni…quando parli al garzone del droghiere, al lavavetri, all’incolto.. hai necessità di verificare il tuo stato evolutivo…
Caro Stefano, un Kibalion nelle tue potenti mani soffre lo stesso pericolo di un Tamagogi.
Ma siamo in un sogno virtuale dove tutto scompare come nell’universo panteistico, come nel Sahara dove ogni granello di sabbia è il testimone reale di un mondo imploso finito dentro… ogni granello di sabbia è, racchiude il peccato di un uomo…ogni seme di sesamo può essere aperto con un semplice battito di mani.. lo fanno i bambini del deserto…(meft ‘a mzem mzem) = apriti o sesamo.. ”
Io all’epoca m’identificai con Stefano, brutalmente castigato da un maestro. Ti ho incollato sto pezzo perché lo Stefano della situazione salta sempre fuori, é dentro di noi. A me suoni a occultismo, misteri et similia.. e qual’é la tua ricerca?
Ogni persona, ogni nuovo essere, può trovare il suo nuovo, soggettivo, paradigma spirituale, perché tutta l’incommensurabilità del sapere delle più antiche tradizioni della terra e oltre, non è che un granello di sabbia nel deserto, rispetto al mistero che lo circonda.
Detto ciò, mi affascinano tutte le tradizioni spirituali del mondo, lo studio delle religioni comparate, le mitologie!! Mi affascinano gli studi sulla simbologia dei popoli, ho studiato le dimore filosofali di Fulcanelli (tu vuoi “ricercare e capire quei segni nascosti”…l’alchimia ti aspetta), René Guenón con i simboli sacri della scienza. Potrei citare decine di autori che conosco bene ma la veritá é che tu stai cercando la felicitá. E’ che tutti cercano la felicitá. Credendo di cercare il sapere e la conoscenza.
Per quel che mi riguarda, quel poco che ho compreso é che il cervello é sopravvalutato. La saggezza del nostro organismo, privilegiando le emozioni per comprendere le relazioni in cui siamo immersi, puó insegnarci molto di più dei vari testi. Era questa l’accettata a cui mi riferivo, ed alla quale hai risposto innanzitutto con un “no”, per iniziare a spiegarti (meccanica che si ripete in 2 tuoi post.. su tre che hai scritto, finora). Tuttavia non ti meriti che ti si privi delle tue domande, quindi.. buona ricerca.. solo occhio agli strumenti che utilizzi.
Se hai solo un martello in mano, rischi di vedere il mondo fatto di chiodi.
Se cerchi solo con la tua mente (perché la mitologia letta su un libro e non narrata da un bardo, é soprattutto un’erezione cerebrale) non troverai ció a cui aneli.
Se ti inchinerai su un labirinto simbolico scolpito nella pietra 15.000 anni fa da una civiltá perduta, non accederai a quel sapere grazie ai libri che ti sei letto, avrai bisogno di un maestro in carne ed ossa… dovrai “sentire” quello che ti dirá, ed il tuo respiro sará la tua guida, il suo sguardo ti fará provare paura e non sarai più tanto convinto di voler conoscere.. Questa é conoscenza. Ti vengono in mente Adamo ed Eva ed il tuo sguardo é interrogativo? Se la risposta é “sí”, hai fatto bene i compiti (Samuel Jackson ti direbbe “Bravo.. Hai vinto un mappamondo!”). Se invece la tua mente é in festa totale, piena di connessioni sinaptiche che scalciano per dire la propria, e soprattutto ti sta uscendo un altro “no”, per iniziare un qualsiasi discorso, sappi che io sulla Genesi ci lavoro ininterrottamente da 4 anni. “B’reishìt barà Elohìm” é la prima frase, non “in principio era il verbo”, amenoché (dubito) ti riferissi al vangelo di Giovanni.
Ben presto ti accorgerai che l’interrogativo principe, la base della tua credibilità, ovvero se sia stato Dio a creare l’uomo o viveversa, è una domanda senza risposta totalmente mitologizzata, un pendente direi, nei testi sacri delle più diverse tradizioni.. ma se cerchi risposte, sei fuori strada, perché di Dio “non si può dire nulla, nemmeno che esista”. Quindi che i Dogon c’abbiano visto giusto o meno, ritorni al concetto di antropopoiesi. Ma è l’uomo che crea umanità? E’ il non Dio che si traveste da Dio? Sono le stelle che ci orientano o noi le orientiamo?
L’unica cosa che puoi constatare è che il mistero sarà sempre più vasto di ciò che è la tua conoscenza, ovvero? ……”Non finisco più, ho iniziato e il filo si dipana senza sosta”, scrivi.
Ti auguro buona osservazione e buon ascolto, ma fallo col cuore… è l’unico modo per trovare soddisfazione (quella vera, intendo).
Alessio Margutta detto
Sono rimasto un po’ deluso ed un po’ (”ecco! lo sapevo che erano tutte cazzate!”) quando ho scoperto che le stelle delle costellazioni, tra di loro non avevano niente a che fare.. [...]
beh, senz’altro anch’io sono rimasto deluso. Quando sia successo non me lo ricordo più, come neppure mi ricordo di quando ho scoperto che Babbo Natale non esiste. Voglio dire: sono sicuro che sono rimasto deluso, ma non dev’essere stato un trauma, altrimenti mi ricorderei tutto, dov’ero, cosa facevo, colori, suoni e odori della situazione.
Però penso di sapere a cosa ti riferisci. A me è capitato altre volte, quando ti accorgi che quello in cui hai sempre creduto è solo una bella favola. Per questo io in certe cose non scavo più di tanto. Preferisco la favola. E’ come quando leggi un libro o vedi un film… io ho sempre paura ad analizzarlo troppo a fondo, perché finisco per fare di una bella storia un congegno meccanico, lucido, funzionante, ma senza calore. E quando riguardo il film o rileggo il libro, non c’è più niente da fare: in primo piano vedo l’ingranaggio.
Per tornare alle stelle: uno dei ricordi più belli che ho, è di una serata all’addiaccio, in montagna (era estate!), avendo come coperta la volta stellata (e un sacco a pelo, ovviamente). Davvero impagabile.
Poi lo so anch’io che le stelle non sono altro che enormi fusioni nucleari, e che si spegneranno non appena sarà esaurito il combustibile. Non mi sono mai interessato di antropologia, ma appunto perché ho il terrore che mi si sveli il trucco, e che mi si spieghi – sulla scorta di esempi numerosi e inconfutabili – come ogni popolo abbia proiettato sulle stelle i propri miti e le proprie paure, oppure gli attrezzi o gli animali che gli erano familiari.
Io preferisco – come detto – ogni tanto alzare gli occhi verso l’alto. E scorgere, tra le luci di una città, una stella. Non costa niente e finora non ci sono neppure interruzioni pubblicitarie!
tanties detto
Forse lo preferirei anch’io, se riuscissi a controllarmi ma spesso ci cado. Ci vuole una certa sicurezza, un certa tranquillitá di fondo, per fermarsi alla favola ma soprattutto godersela.
Quel fenomeno di proiezione dei popoli sulle stelle, per me va preso come un linguaggio ed uno strumento.
La mia coinquilina, lo scorso mese, s’é fatta fare una carta astrale (120 euro ma a quanto pare era pure economica, questa..) é tornata parlando di vite passate (3 secoli fa era una indiana!) poi del proprio lavoro, nel presente, e delle scelte migliori da compiere per dirigere le sue energie al meglio delle sue possibilitá, oggi.. perché Plutone non so che ccazz… Ció che mi ha colpito, é stata la convinzione, il dettaglio, le riflessioni articolate che venivano fuori.. Affascinante. Un veccio manuale d’italiano che usavo alle elementari, si chiamava “il gioco della finzione”, solo che, poco a poco, l’imbroglio diventa sacro, efficente e funzionale.
E ben venga godersi le stelle con gli occhi, coscienti che sulla retina sta arrivando un’informazione distante 500 anni luce..
Ruby detto
hmff…. e anche stavolta parto da un no, che vuoi fare, sarà la tara ereditata o la vena di follia che serpeggia in famiglia… non è l’esoterismo che mi muove, la ricerca fine a sè stessa ed avvitata come una scala a chiocciola, ma il fatto che sentire narrata dall’età dei 2 anni e forse ancora in pancia alla mamma della storietta letterale delle figure sacre religiose, non mi ha mai convinto.. un libro dove tutto è interpretazione e codice, simbolo e allegoria, per arrivare alla vera e propria parabola, cioè esempio al di fuori di tempo e localizzazione… dove non è permesso nominare il dio, perchè troppo potente, ma solo il nome del proprio dio…
solo che se prima della sana tappa in cui ti sviluppi come essere pensante autonomo e sviluppi un legittimo autoreferenziamento delle tue proprie credenze esprimi dubbi, senti un immediato “zot!” come in Wiz the wizard e senti un anatema abbattersi sul tuo crapino, sempre che un fondamentalista, di qualsivoglia religione, non ti sia transitato nel frattempo vicino e te l’abbia già mozzato, il crapino, accettata preventiva o meno già presente.
questo fu, ho iniziato a voler avvicinarmi all’ortodossia, poi alla gnosi, da lì al passo dei miti recedenti e delle religioni, perchè sarà mica un caso che il monte sinai sia il monte della luna, e a colonia dove stanno i re magi (o qualcosa dei quali) ci sia stato un tempio antico di mercurio….
ma che bello, leggi la bibbia, allora saprai edll’invicazione di cristo sulla croce e del salmo 22… mi sento a casa….
dai, qualcuno legga i re pellegrini di gilbert, voglio un raffronto…
Alessio Margutta detto
vabbuò… la prossima volta che passo da Hoepli o vado in centro, acquisterò questo tomo.
Per 9 euri… http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788878185678&pc=000021008000000
Così a occhio – ho letto solo la quarta di copertina – mi sembra sul genere di quelli che scriveva Kolosimo, su cui ti segnalo – se non lo conosci – un articolo interessantissmo e documentatissimo.
http://urgiddi.wordpress.com/2009/01/03/peter-kolosimo-la-terra-senza-tempo-e-larcheologia-misteriosa/
insomma, vedo una congiunzione astrale che mi porterà a stroncare il libro che proponi in modo brutale. Ma chissà… Alle panzane di Kolosimo io non credo. Però ’sto libro che ho letto di lui è almeno ben scritto. Un’innocente evasione insomma.
Vediamo ’sto Gilbert. Con calma, eh!
Saluti,
Alberto detto
Sono solito cominciare con un “sì”. Anche perché “davanti a me tu prepari una mensa”. Come potrei negare la tua verità? Sarebbe come darmi la zappa sui piedi. ben venga… Le parole e le grida di Gesù sulla croce, per essere comprese, devono essere considerate in rapporto a ciò che aveva annunciato in precedenza. Sempre che sia esistito, in fondo c’è un miliardo e mezzo dipersone che credono a questa storia. Il figlio unico di Dio, bello, perfetto. Il nostro eroe, direi. Io ho iniziato dall’antropologia, per comprendere, ma non mi ci sono aggrappato. Solo la ritrovo anche se non la cerco. A me di tutta la Bibbia, poi, ha affascinato la Genesi perché la ritengo l’origine delle nostre passioni. E una storia di figli e padri, di ingiustizia creazionista “non possso che creare più piccolo di me”, sublimazioni di un conflitto originario, un atto creativo che può essere letto anche nel suo lato distruttivo. Espansione e contrazione. Sì, m’interrogo e sono grato del perdono per la mia ingnoranza (riguardo all’invocazione di Gesù), mi chiedo quanti lo siano.. ma c’è sempre qualcosa che non torna. Sono contento di sentirti citare mercurio anche perché tocca il mio segno al momento della mia nascita. Ma il mio narcisismo vuole di più, comprendere non avrà mai fine.. Dici “non sarà mica un caso che..”, beh, anche questo modo di significare il mondo ha fatto si che si costruissero templi.
L’astrologia mi affascina per l’ordine che evoca. E non mi accontento, mai.
Volevo solo farti notare che la mancata convinzione nelle storielle che ti narravano non trova la sua fonte nelle storielle ma nel tuo grado di coscienza (e forse in parte nel narratore.. ma quello che ti porti dentro, non quello “reale”), nel tuo grado di penetrazione del testo. E per quante accette possano essere passate nella tua vita, ho fede che non sia mai troppo tardi per trovare un nuovo significato. Per questo smplicemente parlavo di imbroglio sacro, perché la stessa frase può evocare significati infiniti, equamente degni. Questo è il tesoro che non rifiuto, per questo stiamo dialogando.
Sono contento che tu ti senta a casa, abbiamo una fonte inesauribile di significato a cui attingere. C’è sempre il rischio della sindrome da tamagogi, però.. Sarà sicuramente un bel libro, quello di Gilbert, non potresti scrivere un paio di cose, sinteticamente, che ti hanno colpito in particolare, magari si trovano corrispondenze provenienti da altre fonti (che magari altre persone conoscono) e se ne può parlare insieme. Per rendere vivo un libro e farlo entrare nella storia, secondo me è importante condividerne le evocazioni. Però io ho una pila accumulata di libri che mi guardano ed aggiungerne uno mi da un “zot!” alla nuca (però non uno zot “eureka”).
Ma tutti in famiglia incominciano con un “no”?
..azz!
Alessio Margutta detto
Sarà sicuramente un bel libro, quello di Gilbert, non potresti scrivere un paio di cose, sinteticamente, che ti hanno colpito in particolare, magari si trovano corrispondenze provenienti da altre fonti (che magari altre persone conoscono) e se ne può parlare insieme.
ecco, mi associo. Il tomo – come detto – lo prenderò alla prima occasione. Ma un riassuntino, un paio di idee illuminanti… non sarebbe male.
Saluti,
Ruby detto
tutt’affatto simile a kolosimo, che però non ho mai letto. niente mistero magico o stupore, è diverso. ogni tanto ha un modo di scrivere un po’ romanzesco, ma basta saltare a pie’ pari i passaggi che tanto non comprendono concetti ed è fatta.
Ruby detto
va bene, provvedo a sunto, solo dammi tempo. ammira e stipisci, ho iniziato senza il no. il punto è che io scrivo come se stessi parlando alle persone, per cui non medio, e parto a rispondere. ala prossima
Alessio Margutta detto
se vuoi puoi mandarmelo per email e poi lo pubblico come nuovo articolo. Sarà più facile discuterne. http://urgiddi.wordpress.com/contatto/
come preferisci. Saluti,
Alberto detto
..a presto allora.
Sì, stupito e contento.
Io solitamente medio cosí tanto che m’accusano, a ragione, d’esser prolisso. E’ piú forte di me, io provo ad andare al grano ma c’ho un cratere al posto del cervello, scivolo spesso.. Poi mi correggo, e peró devo specificare che gli scivoloni fanno parte del cammino, anzi… che tutti siam qui a scivolare e che quindi il cammino é fatto piú di svivolate che..
Basta.
Buona giornata.
Ruby detto
albe, mi sembri achille e la tartaruga… detto con simpatia ed un sorriso. tanto alla prossima riparto con il “no” e mi colgi in flagrante ancora.. eh eh. ciao
Alberto detto
Sorrido con piacere, Achille e la Tartaruga mi sembra azzeccatissimo….!!
Ruby detto
il riassunto prende più tempo del previsto… magari inizio con la puntata 1… ciao
Alessio Margutta detto
Ecco, bravo, cominicia! Tra l’altro io ’sto tomo l’ho dovuto ordinare che non c’era a magazzino. Ormai dovrebbe essere in arrivo.
Saluti,
Ruby detto
brav-A
Alessio Margutta detto
ah… abbiamo una presenza femminile! finalmente un po’ di gnocca su ’sto blog! Bene. Comunque manda pure il riassuntino o la prima parte o quello che vuoi… io il libro l’ho prenotato alla prima occasione buona (mi pare lunedì scorso) insieme ad altri due: uno su cui devo studiare, e che è arrivato quasi subito. Quando si dice il caso! Degli altri due – tra cui appunto quello di Gilbert – ancora nessuna notizia… mah…
—
sì, proprio Magritte. Un po’ rielaborato, ma lui. Mi è sempre piaciuto e tra l’altro ho visto recentemente una mostra…
saluti,
Ruby detto
maddai, che biglietto da visita magrittiano!!!
Ruby detto
….
Anonimo detto
beh, ma se tutto si riconduce al culto di horus, con stellarium dovresti impostare l’anno -3000 da qualche parte in egitto, non 1.
così facendo sirio e il sole sorgono praticamente nello stesso punto…
Alessio Margutta detto
No, in Zeitgeist si sostiene che il Cristianesimo è uno dei tanti culti astrologici, e che molto viene ripreso ad esempio dalla religione degli antichi egizi.
Ma la storia dei Re Magi si riferisce evidentemente solo alla nascita di Gesù, che è nato – più o meno – 2009 anni fa, cioè nell’anno 1. Ebbene, i Re Magi altro non sarebbero che un’allusione alle tre stelle della cintura di Orione, di cui Sirio, la più luminosa, proprio in coincidenza con il solstizio d’inverno si allinea col punto in cui sorge il sole.
Per via della precessione degli equinozi, non ha senso guardare il cielo oggi e dall’Italia.
Se la storia ha un qualche fondamento deve essere stato vero allora, in Palestina. Più o meno è vero; la storia dell’allineamento. Il che non significa che sia sensata la storia nel suo complesso. Ma questa è un’altra storia.
Comunque per questo motivo, niente 3000 a.c., ma 1 a.d. (circa).
Anonimo detto
ma se, come hai detto, la scelta cristiana del 25 dicembre è stata una scelta postuma di qualche secolo per sovrapporre il proprio culto a quello del rito pagano del sol invictus fortemente sentito anche dai propri fedeli… andiamole a cercare queste radici pagane… effettivamente horus era figlio di iside(sirio) e osiride e le stelle della cintura di orione erano molto importanti. Volevo solo dire che effettivamente se radici fossero, la storia dell’allineamento sarebbe più che “più o meno” vera.
Un culto nato su osservazioni precise, evolutosi ed adattatosi in secoli e millenni nei queli quelle radici empiriche persero di precisione ma non di suggestione? Chi può dirlo.
Comunque una prospettiva affascinante.
tanties detto
Molto affascinante.
Aggiungerei che molti autori (uno per tutti René Guénon) fanno riferimento a sincronismi cosmici, simbolici, appartenenti ad una “tradizione primordiale”, che si perde nella notte dei tempi. Ed in qualche modo la configurazione stellare é sempre tirata in causa, si dice che la matemtica sia nata dall’impulso delle necessitá di comprendere le stelle ed i suoi moti (Vedanta). Questo per dire che la nostra strada di esplicazione del curioso allineamento delle stelle col sole, che sia 3000 anni fa o 2000, poco cambia per stabilire quali ripercussioni abbia avuto sull’immaginario spirituale dell’uomo. Ció ché é allucinante, alla fine, secondo me, é riscontrare lo sviluppo della coscienza grazie a questi simbioli; dove davvero non é importante (e forse estremizzarsi neanche ha senso) verificare gli incastri matematici o fisici, ma é molto piú importante il ruolo di “guida” che tali dinamice occupano. Proprio perché “occupano” hanno varie conseguenze, sono “coscienza che si di-spiega”, sono significati infiniti che continuano a sorgere.. ed é il nostro vero potere. Ognuno deve creare il propiro, soggettivo, nuovo paradigma spirituale, e le tradizioni hanno il compito di guidarci ma non di vincolarci. COme dico sempre, esistono diversi gradi di penetrazione di un testo sacro, per alcuni puó essere non mangiare il maiale, per altri puó essere una danza mistica. Sta a noi decidere dove investire le nostre energie che, almeno quelle materiali, non sono infinite.
Scusate il pippone ma ero frustrato a scrivere e parlare sempre in spagnolo di ste cose, mi son sfogato un po’ in Italiano. Ciao Alessio, Ciano anonimo.
tanties detto
Stica….
tanties detto
E giá che ci sono: condivio piú in lá della sfera di conoscenti intimi un po’ di notizie che per quanto possano sembrare volate, in certi momenti appaiono le uniche sensate. Buona lettura, per chi é interessato.. e se vuoi, Alessio, quá c’é materiale per un’altra pagina dedicata. O se no fallo pendere qua sotto, é uguale.
“2 Righe essenziali” su Tom Heckel e Clara Luz. Faccio un pastone dei
due per rendere l’idea del potenziale di questa accoppiata.. che sta
facendo evolvere, a suon di legnate concettuali e pratiche energetiche,
la coscienza a Barcellona (ed ovunque si muovano ed incontrino
persone). Non lavorano insieme, é “solo” una buona circostanza, il
fatto che siano entrambe qua.
Premettiamo che la quotidianitá rimane la nostra maestra di vita
principale e che un buon abbraccio vale piú di qualsiasi concezione
mistico-new-age-cazzabbubbulo.
Ora peró allacciamo le cinture di sicurezza.
I – Assestamenti geologico-cosmici
II – Bioenergetica circolare del corpo
III – Conclusione dell’era patriarcale e riscoperta della femminilitá
IV – Psicoterapia
I – Assestamenti geologico-cosmici
Crisi economica (di coscienza, diciamo) legata alla crisi strutturale
della terra. Ciclo evolutivo terrestre.
Parentesi non uscita dalla bocca Di Tom Heckel: (A quanto pare, siamo assorbiti
dalla costellazione del sagittario, l’asse terrestre si sta allineando con il
centro della galassia, concludiamo l’arcata dello zodiaco e finisce il calendario Maya).
A quanto pare nel 22 dicembre del 2012 avverrá un assestamento cosmico, ne abbiamo giá sentite di tutti i colori.. peró.. si puó sospettare che certi
magnetismi (come quelli lunari, conosciuti in ogni tradizione del
mondo) possano dare luogo ad alcuni cambiamenti a dir poco
sorprendenti. Ad ognuno il compito di interpretare, non vorrei espormi
troppo in una e-mail. Diciamo solo che la frequenza vibratoria della
terra (ebbene sí, anche la terra ha una pulsazione, misurata da
scienziati riconosciuti nel 1800) da una condizione stabile negli
ultimi 2 secoli, e probabilmente anche da molto prima, é aumentata
raddoppiandosi negli ultimi 20 anni e continua a crescere. Aggiungiamo
che le eruzioni vulcanice oceaniche, sono in aumento. Tom Heckel
sostiene che ci saranno “un paio di scossoni” niente male tra due anni,
e che le correnti oceaniche cambieranno ma non per il riscaldamento
globale.. diciamo per “assestamenti cosmici”.
A proposito di crisi economiche… poverini.. Tom Heckel, arrivando da
altri paesi, ha chiaramente esposto come non abbiamo la minima idea di
cosa sia una crisi economica, finche c’é gente nei supermercati. Il
concetto essenziale é stato: “quando e se mai dovrete decidere se
dividere il cibo che avete col vostro vicino o mangarvelo tutto, allora
incomincerete ad entrare in una crisi.. ed incomincerete a comprendere
il valore della compassione”. E qui entra in gioco il libero arbitrio.
Lo so, niente di nuovo, era per aprire e chiudere una parentesi. Taglio
corto.
II – Bioenergetica circolare del corpo:
Nell’ultimo anno mi sono interessato ad uno stile di Chi Kung
abbastanza diverso da tutti quelli che avevo visto in precedenza. Tra i
concetti fondamentali, c’é un cambio di senso comune (rispetto alle
teorie Yoga) sulla concezione di 3 chakra (o centri di confluenza
energetica del corpo) il secondo, il quarto ed il sesto. Mi spiego
meglio: siamo abituati a concepire i chakra come vortici circolari con
un asse (circa) parallelo al terreno. Bene, nel metodo di Chi Kung,
esistono tre “dischi energetici” paralleli al terreno (asse
perpendicolare alla terra), in corrispondenza dei tre tantien, dei
quali si puó avere una chiara esperienza con mezz’ora di pazienza ed
ascolto (non c’é bisogno di inginocchiarsi tutti i giorni sulle puntine
e soffrire 15 anni, imparando a contare cinese). Tom Heckel ha
chiaramente esposto e fatto praticare, in un paio d’ore di lavoro, a
neofiti della materia, la possibilitá di assorbire l’energia terrestre
(potete anche chiamarla Chi dell’amore), incanalarla nell’asse centrale
del corpo, poi nei dischi energetici ed all’espirazione proiettarla
sugli altri attraverso il plesso solare (o se preferite attraverso
mani, occhi, corpo nella sua totalitá). Questo da’ luogo a curiose
amplificazioni percettive.. tipo vedere una persona brillare
letteralmente. (Porca troia. Non sono pazzo. O forse sí?) Il compito
era proiettare questa energia a volontá, sulle persone.
Il mondo é polare. Questo respiro polare, contrazione ed espansione, é
in ogni cosa. In ogni nostro stato emotivo, in ogni periodo della
nostra vita. La polaritá permette il movimento (soprattutto circolare,
se pensiamo alle forze centripete e centrifughe, ed alle rotazioni dei
pianeti che si autobilanciano) ed il movimento é vita. L’apnea
esistente tra le fasi d’inspirazione ed espirazione é il famoso
Nirvana. Il “vuoto fertile” per i nuovi abbonati. L’essere si manifesta
in questo vuoto, in cui non esiste rabbia, odio.. né amore. I dischi
energetici equilibrano “i movimenti” e “la vita” dell’uomo, e circolano
in sensi antiorario ed orario, alternati allo stesso modo in cui il
sole é in rotazione ed in equilibrio con le rotazioni dei pianeti.
M’han detto che é stato un bel seminario…. ma sintetizzo, passiamo al
terzo punto, succulento per le donne.
III – Conclusione dell’era patriarcale, evoluzione della coscienza e
riscoperta della femminilitá. Su questo punto mi dilungo un po’ perché
mi compete meno e sto ancora riordinando i cocci… (come se gli altri
fossero in ordine). Allora:
Donne (basta “ragazze”) ricominciate a dire “ho la luna” (invece della
mestruazione) perché ha molto, molto piú senso di quanto si creda. A
parte il fatto della sincronizzazione tra menarca e mese sinodico che
tutti sanno, avviene un curioso fenomeno ogni volta che una donna “ha
la Luna”. Si aprono automaticamente il sesto e il settimo chakra. E’
difficile scrivere in un curriculum di lavoro, per una donna, “sono
molto intuitiva, so come lavora un gruppo orizzontalmente, ho pazienza,
capisco emotivamente i miei colleghi e una volta al mese mi si aprono
il sesto e settimo chakra e la mia efficenza puó triplicarsi”. Il fatto
é che la maggior parte delle donne vive questo periodo come una
afflizione, mancanza di libertá e, spesso, DOLORE. non é
insignificante. Tutte saprete che un tempo, in altre civiltá, la donna
in questa fase, ogni mese, era venerata, e le si attribuiva
indiscutibilmente il titolo di “saggia”. Perché?
Sesto e settimo Chakra sono la nostra connessione con le stelle, con le
informazioni del cielo, e l’allineamento che la donna permette con la
terra, la materia, il mondo (mater) esplode nei giorni in cui “ha la
luna”. Il primo, secondo e terzo chakra sono sempre arttivi
particolarmente nella donna che non nell’uomo (basti pensare che
l’embrione si sviluppa a partire dal tantien basso, hara o secondo
chakra.. quante “casualitá” nel corpo umano..). Eppure queste parole
suonano tanto folli.
La donna deve ritrovare il gruppo, deve riscoprire un gruppo di donne,
coltivare attivitá unite tra loro, deve sincronizzarsi con i bioritmi
del gruppo e con i cicli lunari per godere del suo corpo, della sua
sessualitá e della sua saggezza innata. Ogni donna é una potenziale
sciamana che emette amore e luce durante precisi momenti, ciclici,
della sua vita.
La menopausa (per una donna che ha compreso il suo corpo e che sa
leggere i suoi cambiamenti) é l’apertura definitiva e permanente del
sesto e settimo chakra (questa non la sapevate), e l’accesso ad una
consapevolezza profonda dell’essere.
Clara luz chiama la menopausa “plenitud”, pienezza. Anche la donna piú
ignorante (nel senso della consapevolezza di sé) accede a questa
apertura, quando entra in plenitud ma reagisce con smarrimento, paura..
e soprattutto rifiuto. Inoltre una donna che assume valori maschili,
travisando sé stessa, malinterpretando il movimento femminista, si
dimentica di sé e semplicemente non vive il suo corpo, la sua
connessione con la terra ed il suo potenziale immenso. Non accederá mai
al proprio corpo, per il quale non deve “lavorare” ma semplicemente
“ascoltare”, Il parto puó essere un orgasmo, nel processo alchemico di
trasformazione del dolore. Non sappiamo niente del potere del nostro
corpo e siamo persi ad affrontare.. un secondo, concludo e poi divago.
Perché e come, tanto patriarcato? Diciamo il tratto piú sconvolgente
che ho udito, cosí taglio la testa al Toro.
Mai sentito parlare del Tibet? Sviluppo spirituale? India? Bene. Niente
di ció che é stato, é o sará, é sbagliato. Tutto é come deve essere,
tutto segue un ordine, un processo, un disegno divino, una EVOLUZIONE.
La nostra scelta consta nel cooperare o no. O, meglio, nel comprendere
quale é questo disegno. Cos’é questo progetto divino?
Una buona risposta é “la vita”, ed una buona frase detta da una donna é
stata: “noi non manderemo mai in guerra i nostri figli”. Io non ci
avevo mai pensato. Come fermare una guerra?…. fantastico.
Parlavo di sconvolgimento.. in parte relazionato al riassestamento
terrestre.. magnetico, si potrebbe dire. A quanto pare, la donna, in
Sud America ha qualche punto in piú che in Europa. In particolare in
alcune terre periferiche (meno metropolitane) di Cile, Argentina (donne
in cerca del risveglio tramite il viaggio… pensate alle Ande!!).
Clara Luz sostiene che la Kundalini terrestre attraversa il pianeta
dalle Ande all’Himalaya. Questa corrente vibratoria costante, ha
cambiato la sua polaritá. Dice che un forte principio maschile é
entrato per millenni nell’Himalaya ed ora ha invertito il senso e
connotazione, ed un principio femminile é in vorticoso ingresso nelle
Ande. L’unica cosa da fare é ringraziare la terra ed allinearsi. Il
resto verrá da sé. E non é necessario andare sulle Ande Peruviane per
farlo. E’ sufficiente unirsi ad altre donne e condividere il tempo..
magari meditare in gruppo (con le nuove tecniche di meditazione in
relazione) e condividere i vissuti. Condividere é tutto ció che é
necessario fare.
Tutti sanno che per i new age svalvolati bisogna ringraziare mentre si
beve un bicchiere d’acqua, ma quanti di noi lo fanno? Tutto é scontato.
Peró tutti ci facciamo intrattenere dalla televisione, vivendo un mondo
alternativo, inesistente. Viviamo in un mondo pazzo e nessuno ci
regalerá la coscienza se non facciamo un passo noi.
IV Due accenni sulla psicoterapia:
Tom Heckel non crede nel processo terapeutico, per ció che riguarda la
conquista della felicitá, che per tutti é la ricerca.
(Vuoi essere felice tu? O vuoi essere infelice?) Le dinamiche di
ricerca sono state esplorate da sempre, da tutte le tradizioni
spirituali del mondo. Perché nell’EGOismo, la mia presunta felicitá puó
essere fonte d’infelicitá per altri esseri. E si sono coltivati molti
valori (morali, pratici) attorno al principio dell’amore. La
psicoterapia, secondo Tom Heckel, serve a vedersi. A comprendere chi
siamo e come funzioniamo, come ci comportiamo. E non é cosa né breve né
facile. Peró una volta compresi alcuni “meccanismi”, perché di macchine
si parla, se osserviamo “il comportamento”, il cammino é semplice.
Molti, nei cammini di consapevolezza, parlano dell’osservazione di sé..
beh.. é il primo passo.
Concludo.
Fondamento basico per il cammino di ogni uomo: accettare il corpo,
prendersene cura, goderne. E non mi fraitendete, Tom Heckel dice che il
mondo degli spiriti é abbastanza noioso dal nostro punto di vista.. non
hanno le droghe.