Alessio vs Alessi
Pubblicato da Alessio Margutta su 23 dicembre 2010
Si può andare in un negozio, comprare esattamente quello che si voleva comprare, spendere esattamente quanto si voleva spendere, essere serviti da personale cortese, e uscirne lo stesso incazzati neri? Sotto Natale, poi?
Natale alle porte, appunto. A caccia di regali. E cacciando in rete vedo questo portariviste. Bello. E non costa un occhio.
Vado, tocco, guardo… oddio, dal vivo non è così sparato come in foto, che ti chiedi davvero come possa assolvere almeno almeno alla sua funzione. Ma comunque un bell’oggetto. Insomma, regalo sia.
La commessa mi avvisa però della promozione in corso. Vale a dire, sconto del 50% su un secondo oggetto, purché da un certo catalogo, e purché il prezzo sia inferiore o almeno pari al primo. Nella migliore delle ipotesi insomma sconto del 25%.
Un po’ truffaldino dire che lo sconto è del 50% quando in realtà… ? Sì, d’accordo, un po’ furbetto, ma non falso. Basta fare due conti. E poi i conti uno nemmeno li fa: si chiede semplicemente se ad esempio la fruttiera modello così e cosà valga i venti euro nel suo portafoglio.
E quindi anche fruttiera sia.
La sorpresa arriva al momento di pagare. Per poter usufruire dello sconto bisogna riempire e firmare un modulo con nome, cognome, e non so cos’altro. Non lo so, perché non ci ho visto più dall’arrabbiatura: nessuno me l’aveva detto, da nessuna parte sugli annunci in negozio era scritto, e neppure sulla sua pagina Alessi menziona questo dettaglio. Che sarà dettaglio per loro, ma non per me. Che non ho voglia per il resto della mia vita di essere torturato da offerte, telefonate, e-mail e chissà cos’altro. Che se tanto mi dà tanto, chissà come trattano i miei dati. Che poi, manco avessi problemi a dire chi sono…
E mi è chiaro cosa deve aver pensato il genio del marketing dietro all’iniziativa: due piccioni con una fava. Incrementiamo le vendite e ci facciamo con poca spesa un bel profilo del cliente. Niente di male, in sé: io non abbocco, perché non abbocco. E senz’altro non abbocco per 20 euri. Ma lecito, purché lo si dica. Per tempo.
A dire il vero mi sarebbe bastato riempire il modulo con dati falsi, firma falsa e buon notte. Anzi, buon Natale. Ci ho pensato un attimo, quando la cassiera ha detto chiaramente che niente modulo, niente sconto: in fondo, chi fa il furbetto si merita solo che ci si comporti da più furbetti ancora. Ma io sono di sana e tonta costituzione. E poi è appunto Natale o quasi. E quindi ho rinunciato alla fruttiera. E buon Natale pure a loro.
Per fortuna il portariviste è un regalo e non si porterà addosso tutta la negatività che io adesso associo con il marchio Alessi. Caveat venditor: chi di design emozionale colpisce, di emozioni negative perisce.

