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Archivio per la categoria ‘libri’

e-libri

Pubblicato da Alessio Margutta su 30 dicembre 2009

e-librisAntefatto:  tale pina apprezza(va) molto le recensioni che scrivevo sul blog; ma io pigro e sempre più pigro. Ergo… ergo quando ho letto il suo commento ho pensato a quello che stavo leggendo e  a quello che avevo letto recentemente; ne ho approfittato per mettere ordine tra i vari libercoli che avevo sulla scrivania o che erano sparpagliati per terra e mi sono chiesto, con una lieve botta di panico: ma come cavolo ci sono finiti qui? 

Come promesso, sveliamo la soluzione dell’enigma.

 

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Quella sera dorata, di Peter Cameron

Pubblicato da Alessio Margutta su 6 febbraio 2009

Peter Cameron, Quella sera dorata, Adelphi, 2008

Peter Cameron, Quella sera dorata, Adelphi, 2008

 Dal risvolto di copertina di quella sera dorata:

“Quando qualcuno si accinge a scrivere una biografia, parenti e amici del biografato cercano quasi sempre di ostacolare l’iniziativa, nel terrore di trovarsi di fronte, in un futuro minacciosamente vicino, alla solita compilazione intessuta di svarioni, congetture e voli di fantasia non autorizzati. È quindi ovvio che né la moglie, né il fratello, né l’amante del defunto Jules Gund, autore di un solo e venerato libro, desiderano che il giovane Omar Razaghi si rechi nella tenuta di famiglia in Uruguay e si impicci di faccende – piuttosto scabrose, fra l’altro – che non lo riguardano. Ma Omar ha una fidanzata che ripone in lui consistenti aspettative e lo mette, di fatto, sul primo aereo per il Sudamerica – ignorando di consegnarlo così, nel ruolo di amoroso, a tre consumati professionisti della dissimulazione. È solo l’inizio di una commedia brillante e feroce, dove nessuna combinazione di fatti, sentimenti o rivelazioni è esclusa in partenza; e l’impeccabile regia stilistica di Peter Cameron si mette al servizio di una storia che, senza parere, molto dice su una delle perversioni collettive più grottesche e contagiose: la smania di guardare la vita altrui dal buco della serratura.”

Ecco, io vorrei conoscere il cretino che ha scritto questo risvolto. Solo per dirgli che magari cretino non è, ma almeno avrebbe dovuto leggere il libro prima di scriverne.

 

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La crisi. Può la politica salvare il mondo?, di Giavazzi e Alesina

Pubblicato da Alessio Margutta su 12 gennaio 2009

Alebrto Alesina e Francesco Giavazzi, La crisi. Può la politica salvare il mondo?, Il Saggiatore, 2008

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, La crisi. Può la politica salvare il mondo?, Il Saggiatore, 2008

 

I libri dovrei comprarli via Internet; perché ogni volta che metto piede in libreria, ci ricasco sempre: entro con un’idea precisa e finisco invece per scambiare la carta che ho in tasca con un sacco di carta che non avevo alcuna intenzione di portarmi a casa. E che pesa di più.

Anche e soprattutto in senso lato, visto che il libretto di Giavazzi e Alesina – 140 pagine – intende fare il punto sulla crisi economica che stiamo vivendo, quali siano le cause, quali i probabili sviluppi, gli interventi che ci aiuterebbero ad uscirne più velocemente, e quelli invece da evitare.

Lo diciamo subito, così non ci pensiamo più: l’errore capitale consisterebbe nel rispondere alla crisi con un ritorno al capitalismo di stato, vale a dire con il ritorno a una concezione e a un sistema economico in cui ”lo stato è parte integrante del sistema produttivo, dell’offerta di beni e di servizi”, e “agisce estensivamente nell’economia di mercato, nazionalizzando e operando come monopolista in molti settori, come nel caso del trasporto aereo o ferroviario, o in certi rami dell’energia”. (pag. 22)

La risposta già la si immaginava, dati gli autori. Quello che a me interessa sono le argomentazioni.

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L’antimanuale del sesso di Valérie Tasso

Pubblicato da Alessio Margutta su 5 gennaio 2009

Valérie Tasso, Antimanuale del sesso, Tropea, 2008

Valérie Tasso, Antimanuale del sesso, Tropea, 2008

 

Come spiegare, a chi non la conosca,  di cosa sa – per dire – una mela? Invece di perdere tempo a descriverne il sapore, a spiegare come nasca e come maturi e come vada mangiata, la cosa più semplice è sbucciarne una e dargliene uno spicchio: che la assaggi e la mangi come preferisce. Ecco, il succo del libro è questo. Ma ancora non ci siamo.

Riproviamo ad esprimere lo stesso concetto, con un registro un po’ più elevato: ”Voler conoscere dunque prima che si conosca è assurdo, non meno del saggio proposito di quel tale Scolastico, d’imparare a nuotare prima di arrischiarsi nell’acqua“. (G. W. F. Hegel).  

Fuochino. Quasi ci siamo. Nel senso che una citazione del genere ci sarebbe potuta stare nell’antimanuale del sesso. E invece Valérie Tasso ne ha scelte altre: come questa dal Simposio di Platone:  ”Ordunque, allorché la forma originaria fu tagliata in due, ciascuna metà aveva nostalgia dell’altra e la cercava; e così, gettandosi le braccia intorno e annodandosi l’una all’altra per il desiderio di ricongiungersi nella stessa forma, morivano di fame e anche di inattività, poiché l’una non intendeva far nulla separata dall’altra.”

Ecco, il succo del libro è anche bene o male riassunto nel risvolto di copertina: 

“Di sesso si parla troppo e male. Ogni giorno i mass media ci propinano ricette per diventare amanti migliori, ci promettono le “chiavi” per risolvere i nostri “problemi sessuali”. Il risultato, però, non è altro che un proliferare di stereotipi e schematismi che si allontanano dall’esperienza quotidiana di ognuno e con cui fatichiamo a rapportarci. Perché? La risposta di Valérie Tasso è che tutte queste voci non parlano realmente di sesso, ma ripetono a pappagallo un discorso normativo sul sesso, dettato dalla morale scientifica, religiosa, economica, politica – allo scopo di imporci modelli omologanti, una trappola per il controllo sociale. La sessualità della persona non è riconducibile a un generico manuale d’uso e consumo. Di qui la necessità di un pratico “antimanuale”. Con spregiudicatezza e ironia, l’autrice utilizza la propria esperienza sul campo per smentire uno per uno i luoghi comuni assimilati, e per arginare la fiumana di parole intesa a reprimere la nostra natura e a soffocare la nostra individualità.” 

Quello che su cui il risvolto tace – e che ho cercato di mostrare con la citazione tratta ad esempio; quello su cui l’autore del risvolto mente sapendo di mentire là dove si parla di “arginare la fiumana di parole intesa a reprimere la nostra natura e a soffocare la nostra individualità” è che la Tasso fa l’esatto contrario di cosa predica:  il libro sono 200 – duecento – pagine di una noia incredibile; e di una pesantezza senza pari, con citazioni ed elucubrazioni pensose e un gusto tutto particolare per l’etimologia delle parole, manco dovessero svelare chissà quale esperienza originaria. Forse per questo la Tasso ha pensato di alleggerire la materia introducendo qua e là un po’ di azione.

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Peter Kolosimo, la terra senza tempo e l’archeologia misteriosa

Pubblicato da Alessio Margutta su 3 gennaio 2009

Cominciamo col dire che la cosa più misteriosa di tutte è spiegare come e quando un libro del genere sia finito in casa, e né la profondità dei sedimenti né la datazione degli stessi con il radiocarbonio aiutano purtroppo a risolvere l’enigma: stavo insomma cercando un po’ di posto per tutta la cartaccia ricevuta ultimamente, quando mi trovo tra le mani un’opera misteriosa: Terra senza tempo, di Peter Kolosimo.

Peter Kolosimo, Terra senza tempo, Sugar Editore, 1964

Peter Kolosimo, Terra senza tempo, Sugar Editore, 1964

La cosa mi incuriosisce, comincio a leggere, mi documento cercando un po’ in rete e scopro intanto di essere orgoglioso proprietario di un’edizione originale del 1964; poi che Peter Kolosimo - pseudonimo sotto cui scriveva Pier Domenico Colosimo - è un vero maestro del genere, se non proprio uno degli iniziatori: che gli sia dedicata una voce sulla wikipedia italiana, passi. Ma una anche su quella inglese, francese, spagnola… e infine che il libro è un longseller, ma di quelli veri: non conosco le tirature, eppure viene continuamente ristampato – ultimamente presso Mursia – e Hoepli, ad esempio, ce l’ha oggi in magazzino, pronta consegna.

Di che si tratta? ma di quella che viene etichettata come archeologia misteriosa, o pseudoarcheologia, o ancora – a seconda dei punti di vista – fanta-archeologia. Insomma, di quelle storie che ruotano attorno ad Atlantide, a continenti scomparsi - vuoi nel Pacifico, come Mu o nell’oceano Indiano, come Lemuria - ai misteri delle piramidi, ai moai dell’isola di Pasqua. Finché non arrivano – novelli dei ex machina - gli ufi a sbrigliare la matassa. O meglio, gli ufi non arrivano: c’erano già, e noi – in un modo o nell’altro – ne discendiamo.

Se ne può sorridere; eppure io conosco un paio di persone per altri versi intelligenti che a queste storie credono eccome.  Come sia possibile, è il grande mistero; ma i libri di Kolosimo – che sono ormai in giro da quarant’anni – aiutano forse a gettarci luce.

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