
Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, La crisi. Può la politica salvare il mondo?, Il Saggiatore, 2008
I libri dovrei comprarli via Internet; perché ogni volta che metto piede in libreria, ci ricasco sempre: entro con un’idea precisa e finisco invece per scambiare la carta che ho in tasca con un sacco di carta che non avevo alcuna intenzione di portarmi a casa. E che pesa di più.
Anche e soprattutto in senso lato, visto che il libretto di Giavazzi e Alesina – 140 pagine – intende fare il punto sulla crisi economica che stiamo vivendo, quali siano le cause, quali i probabili sviluppi, gli interventi che ci aiuterebbero ad uscirne più velocemente, e quelli invece da evitare.
Lo diciamo subito, così non ci pensiamo più: l’errore capitale consisterebbe nel rispondere alla crisi con un ritorno al capitalismo di stato, vale a dire con il ritorno a una concezione e a un sistema economico in cui ”lo stato è parte integrante del sistema produttivo, dell’offerta di beni e di servizi”, e “agisce estensivamente nell’economia di mercato, nazionalizzando e operando come monopolista in molti settori, come nel caso del trasporto aereo o ferroviario, o in certi rami dell’energia”. (pag. 22)
La risposta già la si immaginava, dati gli autori. Quello che a me interessa sono le argomentazioni.
