Credo di essere tra i pochi a non aver letto niente del maghetto. Proprio niente. Non dico i vari libri della saga. No. Io saltavo addirittura ogni articolo di giornale o servizio alla televisione che ne parlasse. Il maghetto, insomma, mi è stato sulle palle fin dall’inizio. Quando l’altro giorno – complice una trasferta non programmata – mi ritrovo all’Autogrill.
Io lo amo l’Autogrill: prima di tutto sono andato a vedere se ci fossero nuovi panini. Che quelli dell’Autogrill - tutti tranne quella schifezza dell’Apollo – sono tutti buonissimi. E poi, non so perché ma si trovano anche libri di editori strani. Tipo Egea, che tanto strano non è, essendo la casa editrice dell’università Bocconi. Ma strano è trovare libri della Bocconi tra un Capri e una provola in offerta. E ci sono cascato: il libro me lo sono comprato.
Se c’è una cosa buona di tutta la saggistica di area anglosassone è lo stile molto chiaro, una lingua piana e semplice. Dipenderà dall’inglese, che non ama un periodare complesso. Dipenderà anche dal mercato dei lettori oltreoceano. Non so da cosa dipenda, ma è così, e il libro della Gunelius non fa eccezione. Forse è per questo che è più facile muovere obiezioni. Forse è per questo che dopo un po’ – diciamo 15-20 pagine – la semplicità appare semplicistica. Insomma, il libro si è rivelato un pessimo acquisto.
